rivista internazionale di cultura

STORIE DI UNA VITA

  • STORIE DI UNA VITA Umberto Eco moriva un anno (e un giorno) fa, l’omaggio di Storie

    Eco e la fine del Novecento ● “Il nome della rosa” fra gotico e pop ● Il rapporto con la sua Alessandria nei ricordi compaesani di Roberto Cotroneo ● Il senso del labirinto da Borges a Calvino fino a Eco ● La vitalità del divulgatore: la storia della filosofia per tutti (o quasi) ● Il […]

  • STORIE DI UNA VITA Trasforma e sostanza: perché Paolo Poli non amava i matrimoni gay

    Per quanto ne condividesse il senso politico, Poli giudicava “noiosi” i matrimoni gay. Lui sommo trasformista che ci ha come responsabilizzati attribuendo il suo outing più a un senso aristocratico della cultura che a un coraggio chiassoso: “Aristocratico. Come Pasolini. Noi si andava da soli sul rogo, mentre i compagni di scuola, tutti sposati, li […]

  • STORIE DI UNA VITA Andrzej Wajda: raccontare la Polonia come una metafora, sindacale

    Aveva rivelato il suo cinema risentito con “L’uomo di marmo”. Dopo, Wajda ha sostanzialmente elaborato la stessa storia nel meno accecante “L’uomo di ferro” in quel frangente storico (1980/81) nel quale uno Sciopero nei Cantieri Lenin di Danzica aveva dato origine al sindacato Solidarność, indipendente dal potere politico. Nel 2013 era infine tornato sul tema […]

  • STORIE DI UNA VITA Bud Spencer, l’uomo di destra che faceva western di sinistra

    Se il cinema di Sergio Leone ha riletto il west secondo spasmi omerici, lo spaghetti western pop di Bud Spencer e Terence Hill, ma anche di Duccio Tessari ed E.B. Clucher, ha avuto il merito di irridere la legge del più forte, ha sdrammatizzato il machismo del genere, ha legittimato l’indifferenza tutta italiana (e anarchica) […]

  • STORIE DI UNA VITA Franco Citti o del disincanto del borgataro nella società pre-borghese

    Sornione, arguto, noncurante, più pasoliniano di Pasolini, Citti era anche più di Ninetto Davoli – e del suo vitalismo speranzoso – l’indizio di una romanità che ancora resiste nelle intercapedini della metropoli vaccinara…

  • STORIE DI UNA VITA Muhammad Ali? Il primo rapper della Storia

    Cassius Clay si convertì alla fede islamica e cambiò il suo nome in Muhammad Ali. Spiegò la scelta con la disinvoltura di un filologo e l’asprezza di un polemista, com’era spesso nel suo stile di rapper ante litteram: “Muhammad significa degno di lode, e Ali significa altissimo. Clay significa creta, polvere. Quando ho riflettuto su […]

  • STORIE DI UNA VITA Valentino Zeichen, il poeta che aveva immaginato la sua morte

    “Dicevamo che saremmo morti a trentacinque anni o giù di lì. Non avevamo scelto i grandi della letteratura Musil, Proust, Bloch. Ma i piccoli, segnati da un destino individuale. Qualsiasi cosa fosse accaduta, pensavo che gli autori minori che non avevano il polso nell’establishment fossero più adatti a questo tipo di destino. Nel romanzo ‘La […]

  • STORIE DI UNA VITA Perché Ermanno Rea temeva che la gente smettesse di leggere

    In Rea convivevano una rigogliosa agilità di scrittura (degna a tratti di Peppino Marotta, suo funambolico concittadino) e un’attenzione stringente rispetto al dipanarsi della Storia di cui registrava inquietudini e pericolose derive. Per esempio il tramonto della lettura: “Spesso m’interrogo su che cosa sarebbe il nostro mondo senza la lettura”…

  • STORIE DI UNA VITA Silvana Pampanini: la diva signorina e la corsa argentina

    Prima diva conclamata del dopoguerra (la Lollo e la Loren erano ancora in fila), dopo esordi un po’ frivoli dettati dalla corona di Miss Italia, s’impose come soubrette completa (cantava e ballava con merito) e autoironica femme fatale. Fece perdere la testa a Totò (una leggenda assai discussa vuole che scrisse“Malafemmena” pensando a lei)…

  • STORIE DI UNA VITA Gabriele Ferzetti, attore che non “commediava”. Ecco perché

    Ferzetti è stato splendido nel tratteggiare personaggi ambigui, sornioni, infidi ai quali ha sempre offerto la misura del suo understatement. Una sorta di Franco Fabrizi d’essai, più colto, più tecnico, più reticente. Lo ha fatto in “A ciascuno il suo” di Petri (che gli valse un Nastro d’Argento), “L’avventura” di Antonioni (con Monica Vitti, nella […]

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