rivista internazionale di cultura

Scrittura momentista

Momentismo primo atto | 2001

L’antologia Pomeriggio/Afternoon

(Di seguito una selezione dei racconti “pomeridiani”
che hanno segnato la nascita del Momentismo)

Mary Morris
 | Jerry Stahl | Kevin Smith Thurston Moore 
T.C. Boyle | André Brink | Niccolò Ammaniti | Eugenio Finardi
Vittorio Cosma | Marcello Fois | Githa Hariharan


Mary Morris | New York, New York, USA
Giovedì 19 aprile 2001 | 17.50 – 18.00

[Il passatempo americano] Siamo alla fine della settima ripresa in un campo di gioco a Park Slope, Brooklyn – il primo giorno della stagione di baseball. Fa fresco per essere aprile avanzato e i genitori rabbrividiscono nelle giacche a vento. I giocatori saltellano su e giù per riscaldarsi. Mia figlia, che gioca come catcher nella squadra delle scuole medie, mi guarda e scuote la testa. La sua squadra sta sotto 14 a 4. Mentre le parlo attraverso la rete, il nostro cane si libera dal guinzaglio e attraversa di corsa il campo di gioco. L’arbitro lo espelle, dichiarando che è “eliminato”. Risate si levano dalla folla finché non sentiamo il colpo secco di una mazza alle nostre spalle, dove giocano i ragazzi. Una palla alta viene diretta dalla nostra parte e noi ci abbassiamo per schivarla ma Andrew Giuliani, il figlio del sindaco di New York, la blocca dopo che un suo compagno di squadra non è riuscito a intercettarla. Il sindaco guarda la partita da una limousine dai vetri affumicati mentre i nostri ragazzi segnano un altro punto. Una guardia del corpo con una ricetrasmittente sta in piedi davanti alla macchina e grida qualcosa all’allenatore. Nel campo accanto al nostro, una squadra di ebrei chassidici con lo zucchetto, le camicie bianche di lino e i calzoni neri lunghi, gioca con la palla regolamentare. E su un cocuzzolo erboso e assolato a un centinaio di metri di distanza si sta svolgendo un matrimonio celebrato da un prete. Dallo sposalizio un tenore canta un’aria italiana. Un signore che porta a spasso il cane dice ad alta voce: “Visto che vado al matrimonio, mi inviteranno anche al pranzo di nozze?” John, un vecchietto soprannominato Mr. Baseball, sta dando istruzioni ai giocatori da bordocampo. “Dovete cambiare atteggiamento. Vi comportate da perdenti. Se vi comportate da perdenti, finirete col perdere”. Intanto ho riagguantato il cane e John mi fa la predica. “Il problema è nato tutto all’inizio quando le abbiamo lasciate andare automaticamente in prima base. Si comincia con il prenderle sotto gamba, poi si sbaglia e alla fine si perde la partita”. Quando rialzo lo sguardo, le basi sono cariche. La nostra squadra ce la sta mettendo tutta, un colpo di scena a sorpresa alla fine della partita. Il vento freddo si fa ancora più freddo quando il sole scivola dietro una nuvola. Dall’altra parte del campo la sposa rabbrividisce. Un bel tiro lungo centrale porta tre punti. Un’altra palla alta ne porta ancora qualcuno. Le ragazze saltellano. I ragazzi raccolgono le loro basi. La sposa è ormai sposata mentre la limousine del sindaco fa manovra e si allontana in silenzio.
(trad. di Riccardo Duranti)


Tratto da Pomeriggio/Afternoon (Leconte 2001)

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