rivista internazionale di cultura

Scrittura momentista

Momentismo Italia | Cosenza 2011

10 minuti a Corso Mazzini

(Quattordici scritti momentisti cosentini)

Asmara Bassetti
Carmen Forte | Federica D’Amico
Francesco Agresta | Maria Merante | Francesca Maria Raso
Evelina Tavernise | Fabio Mandato | Elvira Sacco | Gabriella Galati
Nicoletta Fallace | Chiara Brissa | Anna Perri Alessia Belcastro


Asmara Bassetti | Cosenza
Martedì 25 gennaio 2011 | 14.25 – 14.35

Il pomeriggio è freddo. Mi gela il naso e le mani, le due parti del corpo che non riesco mai a scaldare. L’aria  è pungente; chi lo sa, magari gioverà al mio raffreddore, che si ostina a non andare via. Mi guardo intorno: un caffè a quest’ora del pomeriggio attira, e il bar qui a due passi fa al caso mio. Lo ordino, e già il tepore che sento avvicinandomi al bancone è così piacevole che potrei rimanere a dare una mano al gentile barista che me lo serve, se mi permettesse di restare. Dopo aver pagato, mi fa accendere, così, uscendo, aspiro dalla sigaretta, traendone calma e un senso di apparente rilassamento, perdendo però un pizzico di salute, che se ne va insieme alla nuvoletta di fumo che esce dalla mia bocca, mentre cammino di fianco ad Anna che mi racconta della sua interrogazione di oggi. Le feste sono già finite da un po’, ma nessuno si è preso la briga di togliere gli addobbi natalizi, che sono ancora appesi agli alberi e ai fili della luce, dando così al Corso un “senso di ritardo” su quello che vi è intorno, contrastando con le vetrine non più adornate con stelline e vischio, ma piene ormai di scritte che indicano che i saldi sono già cominciati e che lo shopping può avere inizio, o meglio può proseguire, per la gioia dei più spendaccioni, e per coloro che, avendo speso tutto per i regali di Natale, hanno un budget ridotto. Il sole c’è; non riesce a scaldare il viale percorso, vista l’ora, da pochissima gente che senza fretta si allontana pensando chi sa a cosa, ma c’è, e mi fa venire voglia di allontanarmi dall’ombra fredda che attribuisce alle vetrine un’aria quasi triste, per sedermi su una panchina, alla luce, e far sì che, finalmente, il mio naso e le mie mani gelate, possano riscaldarsi.


Da 10 minuti a Corso Mazzini

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