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SCIENZA

Frank Lentini, l’uomo che aveva tre gambe. Una storia vera

  • 14 aprile 2014
  • 12:09

 (Frank Lentini nasce in Sicilia alla fine dell’800,
quando le scienze psicosociali sono solo intuizioni
e l’accettazione di sé l’unico conforto alla diversità.
Ma l’uomo a tre gambe è la legge del caso,
ciò che avremmo potuto essere e che non siamo.
Perciò Lentini non sarà esibito ma si esibirà
decretando con le sue evoluzioni
la morte di un’epoca e l’inizio di un’altra)


Un urlo spezza l’attesa e la vecchia levatrice corre fuori con le braccia al cielo. Via da quella casa… mentre Don Lentini si precipita nella stanza guidato dal pianto a squarciagola del suo bambino. “Vecchia pazza, che diavolo fai…”, si affanna Don Lentini a testa in giù mentre racfrank lentinicoglie il neonato ruzzolato sotto il letto. E non crede ai suoi occhi, ora, mettendo a fuoco ciò che tiene fra le braccia e s’interroga specchiandosi nel pallore di sua moglie, abbandonata nel letto sfatto. È figlio suo quella specie di ragno umano che urla la sua venuta al mondo? Un esserino con tre gambe, quattro piedi, uno dei quali attaccato al polpaccio della terza gamba, sedici dita dei piedi e due paia di organi genitali. “Chiudete le porte… chiamate il prete… portate via i bambini…”.

Don Lentini, nella penombra della stanza da letto, sbircia fuori, in strada, attraverso le fessure delle persiane chiuse. Avranno compassione di lui e della carne della sua carne Don Ciccio e Don Calogero, seduti al caffè, vedendo passare per il corso quello scherzo della natura accompagnato dagli sguardi di chi fa largo al suo passaggio? Oramai la notizia avrà fatto il giro di Siracusa ma, non di meno: Don Lentini non può ammettere che quell’essere orrido sia il frutto del suo seme sciagurato. E così, all’indomani, il piccolo mostro viene depositato a casa di una zia che si prenderà la briga di allevarlo, lontano dai suoi undici fratelli e sorelle: lontano dagli occhi della gente.

Cresce così, il piccolo Lentini, venuto al mondo in Sicilia, nel 1889. La sua “stranezza” è l’unica compagna di giornate trascorse all’ombra di sé stesso, ferito dallo scherno, dal peso delle frasi non dette, dalla mancanza di un perché. La sua malformazione è frutto di uno squilibrio genetico, un errore nello sviluppo embrionale. Un gruppo di cellule si “sequestra” e si sviluppa per suo conto, credendo di generare un individuo diverso, e da origine ad organi “soprannumerari” più o meno completi e più o meno funzionali.

Ma il piccolo deforme è costretto a fare i conti con la psiche collettiva del tempo. Dal confronto con gli altri, che lo esclude, il piccolo Lentini prende coscienza del suo stato. Negli occhi diffidenti dei suoi simili percepisce il suo “essere mostruoso” contornato d’aura magica: il sospetto che si annida sotto gli scialli pesanti e chiede conforto a mani contorte e rugose che possono sgranare rosari o comporre filtri magici.

Poco a poco, però, il giovane impara ad accettare la sua condizione e a trarne i vantaggi che può. Nelle mattine chiare lo si può vedere, solitario, a scrutare il mare con la canna da pesca fra le mani, seduto sulla sua terza gamba come fosse uno sgabello. Colpa forse della fiammella remota che brilla nel buio della sua solitudine e lo costringe comunque ad amarsi. E quando nel 1898 si imbarca per l’America, terra d’esilio e di speranza per tutti i mostri, che qui possono intraprendere carriere da fenomeno esercitando il loro orrido fascino in baracconi e lunapark, il piccolo Lentini è un ragazzo fiducioso che ha deciso di finalizzare la malformazione alla sua esistenza. L’uomo su tre gambe non verrà esibito ma si esibirà.frank lentini 3

In tempo record impara a montare a cavallo, ad andare in bicicletta, a guidare l’automobile e diventa il grande Frank Lentini. “Re dei freak”, “Meraviglia delle meraviglie”, “La sfida della natura”, “La meraviglia su tre gambe”, ogni superlativo viene utilizzato per una delle più grandi vedette che le fiere, e gli show americani ed europei abbiano mai presentato.

L’uomo a tre gambe diventa fiore all’occhiello dello spettacolo equestre di Buffalo Bill, si esibisce in numerosi film e sulle piste di tutti i più grandi circhi americani. La sua terza gamba, che si connetteva alla base della colonna vertebrale, era non solo funzionante ma perfettamente coordinata. Egli se ne serviva per giocare a calcio e per una serie di giochi di destrezza sorprendenti. Frank diventa una figura simbolo: l’assurdo per eccellenza, colui che non rientra nella norma.

L’uomo a tre gambe apre un’altra realtà. Con il suo equilibrio anomalo è in qualche modo portatore di un valore diverso. A ben vedere Lentini non è di per sé un menomato, anzi… Egli è autosufficiente e articola perfettamente tutte le sue gambe. Il suo corpo, perfettamente normale nella parte superiore, si biforca nella zona pelvica come se avesse due trazioni alternative.

Frank scivola in pista come un oscuro presagio ma quando parte il movimento la fantasia prende a correre sulle sue tre gambe e la repulsione diventa ammirazione. Il ghigno nervoso si apre in un riso a perdifiato che monta fino a divenire un urlo estatico e gli spettatori, che lanciano in aria il cappello di fronte alle sue evoluzioni, si lasciano condurre stupiti oltre i limiti angusti del tendone da circo.

L’uomo a tre gambe è un dadaismo anatomico. La sua mostruosità propone un tipo diverso di funzionalità del corpo umano inteso come macchina perfetta e vertice della creazione. Frank incarna la sfida. E lo stilista Kurt Seligman, vedendolo seduto sulle sue tre gambe, come un treppiede, trae ispirazione per un’opera che presenterà all’esposizione surrealista del 1938.

La “meraviglia delle meraviglie”, frattanto, cammina con coraggio sulle sue tre gambe. Le sue appendici inferiori misurano rispettivamente 39, 38 e 36 pollici e Frank ama ripetere “malgrado le mie tre gambe non ne ho neanche una para”. I suoi piedi sono, invece, di misura praticamente identica e Frank che compra le sue scarpe due paia per volta, frank lentini 4usando tre elementi su quattro, regala la scarpa in più ad un amico con una sola gamba.

Certo, quell’arto supplementare gli procura qualche fastidio. Lo costringe a dormire sdraiato sempre sullo stesso fianco. Ma in fondo, malgrado tutto, non lo fa sentire inferiore agli altri. Ciò nonostante giunge il momento in cui decide di sbarazzarsene. Forse perché la libertà individuale è fatta anche di anonimato.

Frank si accetta mentalmente e riesce a convivere con la sua malformazione piegandola alle sue esigenze ma non può avere una vita sociale normale per una conformazione fisica unica che ovunque lo identifica e lo espone agli altri. Ma i chirurghi consultati sconsigliano l’operazione. La sua terza gamba è collegata alla colonna vertebrale e il rischio di paralisi appare troppo elevato. E così il “Re dei freak”, che nel frattempo si è sposato ed è divenuto padre di quattro bambini, continua la sua carriera folgorante fino agli anni ’50 e diventa impresario di sé stesso girando il mondo con uno spettacolo tutto suo. La velocità di circolazione delle informazioni è sempre più elevata e si profilano all’orizzonte show business e sensazionalismo.

La notorietà lo costringe a salvaguardare il suo trademark quando un noto arredatore americano trae impulso dalla sua figura per creare un tavolo sostenuto da tre gambe e posato su tre piedi. Egli chiama il suo mobile “gueridon Lentini” ma una causa giudiziaria lo costringe a rinunciare a questo nome.

Infine, nel ’52, Frank Lentini prende la decisione di ritirarsi dal mondo dello spettacolo e si stabilisce in Florida dove trascorre gli ultimi anni della sua vita. Quella terza gamba, fonte di tante sofferenze, gli ha donato ricchezza e celebrità.

E se Frank Lentini fosse vissuto ai nostri giorni? Forse non sarebbe mai nato, smascherato prima del suo arrivo da una semplice ecografia. Ma supponiamo pure che fosse nato e sorvolando sulla bioetica facciamo un balzo in avanti di oltre cento anni non senza una doverosa premessa: a tutt’oggi esistono persone che i bambini li fanno nascere e subito dopo li buttano nei cassonetti dell’immondizia. Vivi, ovviamente.

Ma torniamo a Frank. La società attuale consentirebbe a sua madre di rispettare un legame che è viscerale e di tenerlo con sé. Come può fare una madre, superato il primo frank lentini 5momento di rifiuto, quando prende fra le braccia il figlio e si accorge che risponde alle sollecitazioni. Frank avrebbe la possibilità di ricevere affetto e non verrebbe esposto in nessuna fiera. I suoi genitori, allertati dalla diagnostica prenatale, lo attenderebbero muniti di psicologia. Medici appassionati pianificherebbero per lui un percorso di interventi chirurgici e riabilitazione osservandolo, come un Houdini svelato, mentre compie spericolati movimenti nel pancione di mamma.

Alla fine del secolo scorso, per ovvi limiti, si pensava più a studiare che a curare e la via che conduce all’accettazione di sé era l’unica percorribile per chi aveva la sorte di nascere diverso. Oggi, con la microchirurgia, in molti casi di malformazione si può intervenire anche se il rischio rimane. Nel caso di Lentini l’organismo si è presumibilmente adattato alla terza gamba provocando uno spostamento delle strutture, ossa e muscoli, contigue. Con un intervento chirurgico non risolutivo potrebbe avere problemi di equilibrio o compromettere la sua funzionalità. Quel che è certo è che nascendo oggi Frank Lentini passerebbe gran parte della sua vita negli ospedali inseguendo la normalità. Obbligato a covare dubbi angosciosi sul modo migliore per raggiungere la felicità, sempre in bilico fra l’accettazione di sé e il tentativo di acquisizione dell’omologazione.

Ma queste sono solo ipotesi. Ci dicono qualcosa sulla mutata composizione culturale dell’umana società e non ci dicono nulla di più sulla mostruosità, sul perché delle esistenze diverse e sul ruolo ad esse assegnato dalla natura che non lascia nulla al caso e che pure le crea.
(Massimiliano Graziani)


Da Storie 29/1997 – Sangue
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