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Woody Allen in “Settembre” silura Sam Shepard per aver pronunciato la parola “Montana”

  • 26 luglio 2015
  • 17:18

La storia della realizzazione di “Settembre”, copione d’ispirazione cecoviana, è un esempio dell’eccezionale libertà creativa concessa a Woody Allen e insieme della sua maniacalità anche verbale.

Il film fu girato due volte. Eric Pleskow, dirigente della Orion, rimase di sasso quando seppe dal regista in persona che voleva ricominciare daccapo le settembreriprese pur essendo già stata ultimata la fotografia delle scene principali del film.

Così fu, senza tante storie: “È qui che i Medici entrano in scena. Non c’è un altro Woody Allen”, dichiarò Pleskow. Christopher Walken nella parte di Peter, lo scrittore fallito per cui Lane (Mia Farrow) perde la testa, fu rimpiazzato (“Non eravamo soddisfatti”). Al suo posto subentrò Sam Shepard, attore acclamato per il ruolo in “Uomini veri” e soprattutto drammaturgo riverito ed esperto, salvo essere ugualmente rimosso e alfine sostituito da Sam Waterston.

Era successo qualcosa durante una scena, qualcosa che – riferito da Dianne Wiest e considerato che Shepard era un premio Pulitzer, autore di testi seri e rispettati – ha la ferocia dell’umorismo alleniano più disinvolto
(E.B.)

In ‘Settembre’ , Sam Shepard fu autorizzato a improvvisare un discorso e, a detta di Dianne Wiest, finì a parlare del suo trasferimento a est dal Montana per frequentare la facoltà di medicina. Mentre la Wiest e Allen tornavano nei camerini, Allen si voltò verso di lei. ‘Montana? Montana?’ disse. ‘La parola Montana sarà nel mio film?’. Non ci sarebbe stata”.

John Lahr, “Show and Tell”


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