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Recenseide

Grant Hart “The Argument”

  • 9 marzo 2016
  • 17:18

In principio furono gli Husker Dü.
In una Minneapolis fine anni ’70, scheggiata dagli ultimi vetrini di vero punk, s’incontrano in un negozio di discgrant-harthi Bob Mould (che nel negozio ci lavorava), Greg Norton e Grant Hart, gli Huskers insomma. La band, rimodellando il punk dei Buzzcocks e dei Ramones, diventa in poco tempo un fenomeno cult e nel perfezionamento dello stile hardcore si fa guida per i nascenti gruppi indipendenti.

The replacements, i Superchunk, i Nirvana crescono e si affermano attraverso l’influenza musicale e sociale dei tre ragazzi del Minnesota. La chitarra e i testi di Mould insieme ai testi e alla batteria di Hart, a partire dal loro primo singolo “Statues”, trascinano gli Huskers al capolavoro di “Zen Arcade” (1984), punto di non ritorno artistico della band. Dopo gli album “New Day Rising” e “Flip Your Wig”, infatti, gli ego di Mould e Hart hanno il sopravvento e segnano l’inesorabile scioglimento.

Hart abbandona lentamente la batteria, si dedica alla chitarra e allo sviluppo di una scrittura più ricercata. Nel 1989 fonda i Nova Mob insieme al bassista Tom Merkl e al batterista Michael Crego.
Inizia la sperimentazione da epopea musical-letteraria e registra “Admiral of the Sea” inserito nel lavoro più ampio di “Last Days of Pompeii”, in cui emerge lo studio su Pompei e la Germania nazista. Anche l’esperimento dei Nova Mob, dopo l’ultimo omonimo fatiscente album, fallisce.

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La seconda edizione “Revised and Augmented” del “Paradise Lost” di John Milton risale al 1674 (dunque è di sette anni successiva alla prima). L’intervento più evidente, rispetto all’originale, è la scansione del poema in dodici libri, anziché dieci, per replicare la struttura dell’Eneide di Virgilio

A questo punto la ricerca personale prosegue nell’esperienza da solista già abbozzata, senza troppo successo, ai tempi degli Husker Dü con l’album “Intolerance”. Nel 1996 Hart produce il live “Ecce Homo”, una sorta di regalo d’addio ai Nova Mob. “Good News for Modern Man” (1999) e “Hot Wax” (2009) sono, invece, il prologo alla maturità autorale che si esprime del tutto nel suo ultimo progetto: “The Argument”.

Quarta storia da solista di Grant Hart, The Argument è un concept album che proviene dalla letteratura. Ispirato da un racconto inedito di William S. Burroughs, il disco è la trasposizione in musica del “Paradiso perduto” di John Milton. Il titolo prende nome dal prologo che introdude ogni capitolo del poema. Attraverso una personale rilettura Hart ne esprime musicalmente e visionariamente i principi più alti, raccontando quella “caduta dell’uomo” espressa dalla figura di Satana che è evidente nei blank verses di Milton.

Quell’uomo, cacciato dall’Eden, che sempre si espone alla dicotomia tra bene e male quando s’intrecciano l’ordine e il caos e la tentazione è colpa, ma anche scoperta universale dell’esperimento umano.
L’incipit del disco è la declamazione dell’incipit dell’opera di Milton, sussurrato come da un angolo di penombra:

Of Man’s first disobedience, and the fruit
Of that forbidden tree whose mortal taste
Brought death into the World, and all our woe,
With loss of Eden, till one greater Man
Restore us, and regain the blissful Seat,
Sing, Heavenly Muse, that, on the secret top
Of Oreb, or of Sinai, didst inspire
That Shepherd who first taught the chosen seed
In the beginning how the heavens and earth
Rose out of Chaos

Come in un dedalo di sensazioni, le 20 tracce dell’album sembrano non assomigliarsi mai: l’ambientazione evocativa di “Awake, Arise” si confonde con l’epica passeggiata di “If We Have the Will” che tracima nella nostalgia di “I Will Never See My Home” e prosegue lungo tutte le altre direzioni. Ascoltare “The Argument” è come scostare con le mani foglie e rami che ostacolano il percorso e intralciano il cammino verso la salvezza, è un continuo voltarsi indietro e ritrovarsi di nuovo in quel Paradiso perduto che, probabilmente più di una volta, Hart ha effettivamente conosciuto e abbandonato.
(Alfonso Farina)


Ascolta “The Argument”

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