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Recenseide

Cibo Matto il pop interdisciplinare nasce al supermercato

  • 9 marzo 2016
  • 14:02

C’erano una volta due ragazze giapponesi a New York. Erano gli anni novanta e la Grande Mela era un meltin’ pot di suoni, sapori e culture come e più di oggi. Solo in quel periodo e in quella città potevano prosperare le Cibo Matto, creatura musicale della polistrumentista Yuka Honda e della cantante Miho Hatori. Una band che della NY sbarazzina, cool e stravagante ha finito per diventare la perfetta incarnazione fondendo hip hop, elettronica, cibo-mattopop, spingendosi fino ai limiti del punk e del jazz.

Il miglior modo per descrivere il loro pazzo e costante vagare da un’influenza all’altra è pensare di passeggiare lungo una strada affollata dell’East Village in una sera d’estate, quando le finestre delle case sono tutte aperte e musica di ogni tipo scivola giù lungo i muri fino alle orecchie. Nessuno sapeva come definirle, come classificarle queste due signorine venute dall’oriente e sbocciate in America. E anche loro, quando dovevano rispondere all’invariabile domanda su che tipo di musica suonassero, ci pensavano un attimo. A guardarle sembravano due manga, due fumetti buffi ed eleganti usciti dalla penna di un disegnatore di quelli bravi.

“Viva! La Woman” è stato un piccolo terremoto nei delicati equilibri musicali dell’anno di grazia 1996. Canzoni che giravano tutte attorno al tema del cibo, declinato in ogni portata, salsa e condimento possibile. Usato spesso in senso metaforico per parlare d’altro. Video geniali, dal pollo anarchico di “Know Your Chicken” alla delicatezza di “Sugar Water”, opera di un certo Michel Gondry che consolidava così la sua fama di regista rivoluzionario.

Erano esagerate, divertenti e intriganti le Cibo Matto, almeno quanto i conterranei Pizzicato Five. E dividevano gli appassionati, chi le riteneva solo uno scherzo e chi capiva che dietro ogni scherzo che architettavano c’era talento da vendere. Tra i tanti fan della prima ora c’erano anche i Beastie Boys, altri sarcastici cantori di New York in musica. E Sean Lennon, che con le due ragazze ha finito per collaborare a lungo e che grazie a loro ha dato il là a una carriera da musicista fin lì piuttosto anonima, facendo anche coppia fissa con Yuka Honda per quattro anni.

A chiarire le idee, o a confonderle ancora di più, ci ha pensato “Stereo Type A”. Probabilmente il loro album migliore, quello in cui le Cibo Matto hanno fatto impazzire ancora di più la maionese arricchendola con un bel po’ di collaboratori (da Timo Ellis a Sean Lennon a Marc Ribot a Duma Love) e un pizzico di french touch. Giocando persino col metal in “Blue Train”. Curioso come Miho Hatori ricordi la genesi del pezzo: a quanto pare, durante le prove, tutti i maschietti presenti (e in quel periodo ce n’erano parecchi) amavano sfidarsi a chi tirava fuori il lick più duro, assurdo e perverso. Miho, che da ragazza di metal ne aveva ascoltato un bel po’ lavorando in un negozio di dischi in Giappone, li ha convinti a trasformare la più furiosa di queste jam in quella che sarebbe diventata una delle canzoni più pazze e riuscite delle Cibo Matto, superiore pure alla versione stravolta di “Black Hole Sun” dei Soundgarden che abbelliva l’EP d’esordio “Cibo Matto”.

Miho & Yuka forse sazie di cimentarsi col cibo, in “Stereo Type A” parlavano anche d’altro: d’amore, di relazioni mal riuscite, di sesso soprattutto. E tirare fuori delle gran belle disquisizioni a tema, spesso ritmate come “Lint of Love” oppure umorali come “Speechless”, a volte malinconiche in stile “Sunday” parte seconda ma mai troppo serie, non era da tutti. In quel momento, il 1999, le Cibo Matto avevano il mondo della musica indipendente ai piedi e sembrava potessero fare quello che volevano.

Invece più niente o quasi. Due anni dopo, archiviati album e tour, è finito tutto. Come se l’inizio del millennio si fosse portato via un momento magico durato troppo poco. Per Miho e Yuka era tempo di passare oltre, di fare altro. Di dedicarsi a carriere soliste che fin da subito si sono rivelate riuscitissime, lontano da quel progetto che forse cominciava a stare un po’ stretto a tutte e due.

Miho ha potuto sfogare a fondo la sua passione per la musica brasiliana (già evidente nella cover di “Aguas De Março” che arricchiva il “Super Relax” EP) e tra le altre cose ha finito pure per diventare un cartoon prestando voce, anima e sfacciataggine a Noodles dei Gorillaz. Yuka Honda ha suonato da solista, collaborato, creato un po’ con chiunque sia live che su disco (da recuperare e vedere assolutamente il lavoro fatto con i Floored by Four e al fianco di Petra Haden nel progetto “If By Yes”).

Le Cibo Matto sembravano destinate ad essere la fotografia di un’epoca, bella ma irrimediabilmente passata. I ricordi però a volte ritornano e prepotentemente anche. Le voci, i rumors sulla possibilità che Yuka e Miho potessero fare ancora musica insieme sono cominciati quasi subito e l’uscita della raccolta “Pom Pom – The Essential Cibo Matto” non ha fatto che aumentare l’attesa, aiutando una nuova generazione di fan a scoprire la musica delle due signore nipponiche e coccolando i più nostalgici. Ma, per un motivo o per l’altro, il fatidico album della reunion non si materializzava mai.

Alla fine è arrivato “Hotel Valentine”, dopo qualche tentativo fallito e un mucchio di demo archiviati. Le Cibo Matto sono tornate a far danni, dimostrando di essere sempre un piccolo passo avanti rispetto a tanti illustri colleghi. Sempre alla moda, sempre tecnologiche. Una Miho Hatori scioccante coi suoi capelli biondo platino e una Yuka Honda magistrale per eleganza. Si muovono sicure tra stanze d’albergo immaginarie popolate dai fantasmi del passato e un presente sempre più roseo. Finalmente non devono più preoccuparsi di definire la loro musica, di dargli un nome preciso. Sono riuscite a togliersi qualche soddisfazione, prima tra tutte suonare come headliner al Meltdown Festival curato da Yoko Ono, concerto che si ricorda per una versione di “Moonchild” da brividi. E sembra proprio che non vogliano più fermarsi.
(Valentina Natale)


Guarda il video di “Know Your Chicken”

→ Guarda il video di “Sugar Water”

→ Ascolta una versione live di “Blue Train”

→ Guarda l’esibizione delle Cibo Matto al Meltdown Festival:

→ Ascolta la cover di “Black Hole Sun”

→ Ascolta “Marijuana (Who’s Got The Light)”

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