rivista internazionale di cultura

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Episodi 9-16

Episodio 9 | Il presepio dei travestiti

Dopo pranzo ci ritroviamo fuori dalla sede io, Mazzoni, Termini e Vinci. Si parla del presepe di Bambini.

Io: Ragazzi, ma quest’anno Filippo non ha tirato fuori il presepio dei travestiti?
Mazzoni: Il presepio dei travestiti?!
Io: Sì, quello che aveva esposto l’anno scorso nella sua stanza con San Giuseppe che sembrava un trans.
Mazzoni: Ma come un trans?!?
Io: Aveva un vestito che sembrava un abito da sposa, con tanto di velo sul capo a mo’ di chiffon!
Vinci: Zitto, zitto che l’altro giorno io e Giuditta (una collega assunta da poco) abbiamo fatto un pezzo micidiale.
Termini: Ossia?
Vinci: Io ho raccontato a Giuditta di questo presepe che l’anno scorso Filippo aveva sfoggiato nella sua stanza e lei si è subito incuriosita. Capirai, lei poi è così religiosa: porta l’anello a rosario, c’ha la foto di Cristo sulla scrivania…
Io: La foto?
Vinci: Vabbè, l’immaginetta. Ogni sera la ripone nel cassetto e la rimette sulla scrivania il giorno dopo.
Termini: E te credo, anche Lui se rimanesse troppo esposto nel nostro ambiente rivaluterebbe la fine che gli hanno fatto fare…
Vinci: Stronzo! Insomma, l’ho portata da lui e gli ho chiesto se quest’anno non esponeva il presepe. Al che mi ha risposto: ”Ma cara, quello ormai è superato! Quest’anno abbiamo questo splendido vassoio!” e mi indica un piatto orribile riempito di cioccolatini. Al che l’ho pregato di riportare ‘sto presepio in ufficio.
Io: e lui?
Vinci: Si è ringalluzzito come mai e mi ha detto: “Guarda, se apri quell’armadietto lo trovi dentro”. Sono subito corsa ad aprirlo e il San Giuseppe dei travestiti è comparso in tutto il suo splendore!
Termini: E Giuditta che reazione ha avuto?
Vinci: Non credeva ai suoi occhi! Al che ha completato l’opera e gli ha chiesto se per il periodo dell’avvento glielo poteva prestare. “Ma cara, prendilo senza problemi!”. Non sai come mi tenevo, me veniva da ridergli in faccia! Per evitare figuracce l’abbiamo ringraziato e siamo scappate dalla stanza con ‘sto presepe tra le mani, poi l’abbiamo portato in processione fino alla scrivania di Giuditta. Marco, tu non l’hai ancora visto?
Mazzoni: Ah, ecco da dove veniva quell’attrezzo! Con tutti quegli svolazzi più che San Giuseppe me sembrava Batman!


Episodio 10 | Devo chiederti un favore

Riunione di lavoro con la Putignano.

Io: Ok, allora procedo con quell’email come concordato anche col cliente. Senti, devo chiederti un favore.
Putignano: Dimmi.
Io: Giada, devi cominciare a mettere in giro la voce che io fuori da qui scopo come un riccio.
Putignano: Ma perché? Potrebbe anche essere che tua moglie non sia d’accordo.
Io: A mia moglie le spiego io perché.
Putignano: A ‘sto punto lo devi spiegare pure a me!
Io: Stamattina ho incrociato Filippo nel corridoio e l’ho salutato. Lui mi ha risposto: “Ciao bello!”. E subito dopo ho sentito Liveron (un collega dell’operativo) che sghignazzava: “Ah ah ah, ciao bello!”. Al che Filippo si è sentito in dovere di precisare: “Bello di zio!”. Capisci come sto messo?
Putignano: Sì, lo capisco. Stai messo proprio male.
Io: Lo so, ma che devo fare?
Putignano: Intanto comincia ad essere un po’ meno educato. E poi, se vuoi un consiglio, per un periodo di tempo fatti vedere poco: esci presto la sera, organizza incontri fuori sede col cliente. Altrimenti non so che fine puoi fare…


Episodio 11 | Una certa cultura religiosa

Io, Vinci, Termini, Putignano e altri due colleghi.

Io: Cristiana, ma come procede l’inserimento di Brozzi nel nuovo reparto?
Vinci: Francamente non ti so dire, non è che lo segua molto. Posso solo dirti che ho parlato con Miciotti (nostro procacciatore in Sicilia) e mi ha detto che se prova a mettere piede all’aeroporto di Palermo lo fa fuori con le sue mani…
Io: Ah…
Putignano: Cristià, quello è il suo karma. C’è chi nasce per prenderlo sempre ar culo, in bocca. Lui lo prende in culo. È così.
Vinci: C’hai proprio ragione Giada.

Cambio argomento. La Vinci comincia a parlare degli anelli religiosi che riportano la coroncina del rosario.

Vinci: Pensa che io una volta ho fatto una figura… Ho trovato fuori da una chiesa una suorina che aveva due banchetti di quegli anelli. Io sono andata in visibilio, ho cominciato a pensare che ‘sta suora vendeva accessori underground e me sò avvicinata. Ho cominciato a chiederle: “Che dice sorella, mi sta meglio all’indice o all’anulare? C’è una misura che mi entra al pollice? Sarà meglio d’oro o d’argento?” Mamma mia che figuraccia. Eppure io una certa cultura religiosa ce l’ho.
Putignano: Pure mio fratello ha una certa cultura religiosa ma lui una volta quell’anello se l’è infilato sul pisello…


Episodio 12 | La Vinci a scuola di doppiaggio

Al tavolo io, Marco Mazzoni, Marroni (capo della Vinci), Putignano, Vinci, Termini.

Vinci (rivolgendosi a Marroni): Gianfranco, ma tu che macchina ti sei preso?
Marroni: Mi sono preso la spider dell’Alfa. Nera.
Vinci: No Gianfrà, ma non è possibile: ancora con ‘sta spider… Ma quanto la devi tenere?
Marroni: Un anno. Perché?
Vinci: Perché non ci stai bene la dentro, t’ho visto: sei tutto insaccato (Marroni è alto 1,90).
Marroni: Ma che dici, al limite solo quando sto al lavoro. Altrimenti no, sono bello sciolto.
Vinci: Capisco che lì al mare dove stai te, con tutto il giro de amichetti tuoi vuoi fà er fico, però…
Marroni: Ma che dici Cristiana… Il problema è che tra me e te ci sono troppi libri di differenza.
Io: In che senso?
Marroni (rivolto a me): Nel senso che devi sentì come parla questa. Dice cose tipo incipit, tout court, nelle more… Ma come si fa? Va bè che ha fatto degli studi umanitari però se parlo come lei quando vado a far la spesa al mercato me mandano dritto per dritto da un’altra parte…
Vinci: Ah, Gianfranco… a proposito di libri e di studi umanistici: ti preannuncio che dopo le vacanze comincerò una scuola di doppiaggio, per cui due giorni a settimana non potrai contare sull’estensione oltre orario delle mie giornate di lavoro. Lo sai quali sono i primi lavori che fanno i doppiatori per fare la gavetta?
Marroni: No.
Vinci: Doppiano i film porno! Speriamo che non ce lo facciano fare al corso, sennò sai che imbarazzo…


Episodio 13 | La Vinci non ce la fa più

Oggi al tavolo insieme: io, Marco Mazzoni, Termini, Vinci.

Premessa: stamattina avevo mandato alla Vinci un link nel quale si parlava della storia di un licenziato che è rinato a nuova vita aprendo un sexy shop.

Vinci: Regà, io non gliela faccio più, sò proprio arrivata: ho un bisogno di andare in vacanza che nemmeno ve lo immaginate. Il problema è che già so che al rientro sarò iperdepressa e rischierò di suicidarmi.
Mazzoni: Perché?
Vinci: Ma come perché, per ‘sta vita di merda che facciamo. Ma ogni tanto riesci ad astrarti dal contesto in cui siamo e renderti conto che passiamo le nostre giornate come degli animali in vivisezione? Sempre qua, dal mattino alla sera a parlare di cose inutili… Ma sai che me frega de vende i nostri prodotti a me!
Io: Ma non l’hai letto il link che ti ho mandato stamattina?
Vinci: No, che ce sta su? Dimmelo subito se è una cosa bella che mi tira su il morale oppure se è roba da spararsi.
Io: Tranquilla, tira su il morale!
Vinci: Ma di che parla?
Io: Dei lavori alternativi che si possono fare.
Vinci: Ma è un lavoro che potresti fare anche tu?
Io: Bè, francamente non mi ci vedo molto…
Vinci: Che è, la mignotta?


Episodio 14 | Break my ass

Mi ritrovo inopinatamente al bar/sala mensa con Brozzi che mi si avvicina con il suo solito fare losco. Una biondina che lavora all’ufficio chiusura contratti indossa un tubino di jeans molto succinto: se si trattasse di una minigonna bisognerebbe definirla ascellare. Si allunga verso il bancone per prendere uno yogurt, scoprendo ulteriormente le gambe. La fantasia può galoppare, specie quella di Brozzi. Infatti…

Brozzi: Anvedi oh… Guarda che robetta che ce sta… Sarebbe da daje un mozzico la sotto e rimanecce incastrato…

Poi arriva Bambini insieme all’insegnante di lingue. Conversano in inglese mentre prendono il caffè.

Brozzi: Ecco, mò ce manca solo che ‘sti diriggenti se mettano a parlà in inglese e avemo finito… So tutti scienziati qua. E che se staranno a dì? Ah, lo so io che se staranno a dì… Me lo vedo lui che dice: “Break my ass!” Che gente che ce dovemo sorbì…

Poi il suo sguardo torna a posarsi sulla biondina di prima. Si è spostata al banco del caffè e sta chiacchierando con una collega dell’amministrazione con delle curve sostenute, ai limiti della ridondanza.

Brozzi: Prova a pensà de mette er culo e le minne de Flavia (la collega dell’amministrazione) alla biondina… Me diventa ‘na bambola da stupro.

A questo punto, considerando l’orrore che mi suscita l’operazione di traslazione delle forme ipotizzata da Brozzi, provo a congedarmi con eleganza:”Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima delle ferie, vado su a smaltire le ultime incombenze”.


Episodio 15 | RAL

Al tavolo io, Alberto e Brozzi, appena uscito dalla stanza della Canini (sua responsabile) dopo un colloquio di mezz’ora.

Io: Allora Gianluca, com’è andata?
Brozzi: E come vuoi che sia andata?
Io: E che ne so, dimmelo tu!
Brozzi: Ma niente, le solite stronzate che devono sparà.
Io: Ma tu cosa le avevi chiesto?
Brozzi: Che volevo il livello contrattuale e un aumento de 5000 Euro.
Io: E lei?
Brozzi: M’ha detto che ‘ste richieste nun se possono sentì, che ce sta la gente che va in cassa integrazione e noi siamo dei privilegiati. Insomma, la solita roba.
Io: Quindi non ti danno niente.
Brozzi: Ma sì, qualcosa me danno. Dice che a gennaio prossimo me alzano la RAL de 2500 Euro.
Io: Bè, meglio di niente…
Brozzi: Se, va bè… Ma io gliel’ho pure detto.
Io: Che cosa?
Brozzi: Che a me 2500 Euro me li da mi’ madre come regalo de Natale.
Alberto: Ma tu pensi che faranno questo discorso anche a noi?
Brozzi: Alberto, te devi sveglià! Ancora non l’hai capito che qua dentro mandano avanti solo quelle con la fica rasata?


Episodio 16 | Scossa di adrenalina

Al tavolo io, Vinci, Putignano. Si parla delle vacanze (la Putignano è rientrata solo oggi).

Vinci: Allora Già, come sono andate ‘ste vacanze?
Putignano: Insomma. La prima settimana bene, la seconda non molto…
Vinci: Ma tu dove sei andata?
Putignano: In un’isoletta greca sperduta. Non c’era niente: TV, internet, niente. Nemmeno le capre per fare il formaggio e lo yogurt. La seconda settimana stavo a impazzì, anche perché mio marito stava uscendo matto peggio de me. Mi sa che l’anno prossimo o cambio vacanza o cambio marito, così non si può più fare. Pensa che a un certo punto m’era venuta voglia di prendere una macchina e andare in giro all’avventura. Che ne so, magari uno degli autoctoni che stava lì te se prendeva e ti si faceva. Sarebbe stata una bella scossa de adrenalina… A te com’è andata?
Vinci: Ah, io bene. So’ stata proprio bene.
Putignano: Dove?
Vinci: In America, California e Nevada.
Putignano: Ah no, a me quei coglioni non mi vedranno mai. Non ce la posso fare a vedere tutti quei ciccioni che se mangiano solo gelati e hamburger. E poi tutti quei grattacieli me danno un senso de ansia, de claustrofobia. Io voglio trovare cose tipo le chiesette bizantine, che cazzo me frega dei grattacieli?!

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