rivista internazionale di cultura

Storie magazine

1/2016 | TERZA, QUARTA, QUINTA PERSONA – pt. I

SOCIETÀ

Roberto Alajmo: l’inesauribile repertorio dei pazzi di Sicilia. Lilly Valguarnera di Niscemi, il signor Conti, lo strangolatore, lo Charlot brizzolato, etc. Un testo inedito

    (Nel 1994 Roberto Alajmo pubblica per Garzanti
    “Repertorio dei pazzi della città di Palermo”, un saggio antropologico.
    “Molti amici vennero a dirmi: peccato, se me l’avessi chiesto,
    ne conoscevo uno che…”. Ecco un inedito corollario per Storie)


    (Roberto Alajmo) – Uno lasciava sempre una cinquecento rossa parcheggiata in seconda fila, e ben visibile, sul cruscotto, un foglio scritto in un corsivo molto elegante: “Torno subito. Oppure non vengo più. Fate come vi piace. Grazie. Il signor Conti”.

    Uno che stava sempre zitto a leggere il giornale, una volta cercò di strangolare una collega della Rai proprio mentre era in corso la visita di un primario in attesa di intervista. Il visitatore passò davanti all’ufficio proprio al momento dell’aggressione, e i due gli vennero regolarmente presentati.
    Finì che lo strangolatore perse la concentrazione e non la strangolò più.

    Una si tagliava da sola con le lamette e andava a denunciare di essere stata aggredita per il suo impegno contro la mafia.

    Uno si presentava a tutti i comizi della sinistra. Era una specie di Charlot brizzolato, con il bastone di canna e un fazzoletto rosso nel taschino.

    Uno teneva al collo un crocifisso di legno. Vestiva di nero. Entrava nei negozi e chiedeva di sua madre, se per caso l’avevano vista.

    Una era Lilly Valguarnera di Niscemi, la quale a un certo punto della sua vita si appassionò di metempsicosi. Credeva, in particolare, di essere già vissuta nell’antico Egitto. Un giorno entrò in contatto epistolare con una signora francese che sosteneva pure lei di essere esistita al tempo dei faraoni. Alla fine si diedero un appuntamento a Firenze, ma litigarono perché la francese l’aggredì:
    – Madame, l’ultima volta che vi ho incontrata sul molo di Alessandria eravate una schiava.
    – Vi sbagliate – rispose Lilly Valguarnera – la schiava eravate voi. Io ero un gran sacerdote sulla via della biblioteca, dove andavo a consultare certi papiri.
    E siccome nessuna delle due volle cedere, si lasciarono dandosi reciprocamente della vecchia mummia.


    Roberto Alajmo scrittore, giornalista e drammaturgo. Collabora con la Repubblica, Il Mattino e diverse altre testate nazionali. Fra i suoi libri, “Un lenzuolo contro la mafia” (Gelka 1993), “Almanacco siciliano delle morti presunte” (edizioni della Battaglia 1997), “Le scarpe di Polifemo e altre storie siciliane” (Feltrinelli 1998, premio Arturo Loria), “Notizia del disastro” (Garzanti 2001), “L’arte di annacarsi” (Laterza 2010) e “È stato il figlio” (Mondadori 2005), da cui è tratto l’omonimo film di Daniele Ciprì (2012). Al “Repertorio dei pazzi della città di Palermo” (Garzanti 1994) ha fatto seguito il “Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo” (Mondadori 2004).


    Da Storie 41/2001 – Terza, quarta, quinta persona

    storie41

     

     


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