rivista internazionale di cultura

Storie magazine

4/2012 | LA CRISI

CINEMA

Scenate da un matrimonio di Mike Leigh

    (a cura di Barbara Pezzopane) – Non è il bel matrimonio di “Another year” e nemmeno quello sfigliato di “Segreti e bugie”. Penny e Phil, i coniugi del cineasta inglese in “Tutto o niente” (2001) non se la passano bene. Vivono ai limiti della povertà, per quanto decorosamente. Un’incomunicabilità consolidata li affligge. A dar voce alla crisi – della coppia e della famiglia – un evento drammatico simultaneo alla presa di coscienza di Phil: tassista e marito illuminato.

    Penny: … tuo figlio è all’ospedale con un attacco di cuore e non si riesce a rintracciarti. Hanno rintracciato me. Si sa dove sono in caso di emergenza ma il padre non si trova da nessuna parte. Mi dici dove eri finito? Ma che cavolo hai fatto tutto il giorno?
    Phil: Avevo spento tutto.
    Penny: Sì lo so che avevi spento tutto, ma perché l’hai fatto?
    Phil: M’ero stufato.
    Penny: Ti eri stufato? E stufato di cosa? Hai spento tutto dopo solamente cinque minuti di lavoro? Ma io che posso spegnere quando mi sono stufata? Stufata di alzarmi ogni mattina, andare al lavoro, fare la spesa, tornare a casa, preparare la cena, lavare i piatti, pulire la casa, lavare, stirare, veder che tutti abbiano vestiti puliti, che posso spegnere io quando mi sono stufata? E poi di che ti eri stufato?
    Phil: Di tutto quanto.
    Penny: Come? Che vuol dire tutto quanto? Fammi il piacere, Phil.
    Phil: Tu non mi ami più, vero?
    Penny: Come…?
    Phil: Tu non mi ami.
    Penny: Phil, ma di che cosa stai parlando, per favore, che diavolo c’entra ora con tutto questo?
    Phil: C’entra con tutto quanto.
    Penny: Rory ha un attacco di cuore!
    Phil: Tu non mi ami più da anni. Non ti piaccio più. Non… mi rispetti più. Mi parli come a un pezzo di merda.
    Penny: Io? No!
    Phil: Sì invece.
    Penny: Io no, io non ti parlo come a un pezzo di merda!
    Phil: Altroché, Penny, tu neanche te ne rendi conto ma è così.
    Penny: È una cosa stupida e non è vero. Perché mi dici tutte queste cose orribili?
    Phil: È, non so come dire, in… sopportabile
    Penny: Ma che? Che è insopportabile?
    Phil: Che tu non mi ami più. È vero? Tu, tu mi ami? Lo devo sapere…
    Penny: Ma…
    Phil: Se tu non mi ami più è meglio che me ne vada.
    Penny: Cosa, ma dove vuoi andare?
    Phil: Non lo so, se con me sei infelice, sì, insomma, io non so fare niente, non guadagno abbastanza soldi, lo so che sono una delusione per te, lo so che ti do ai nervi. È come se fosse morto qualcosa. Mi sento come un albero secco che non ha più acqua. Quando ci siamo conosciuti io non ci potevo credere, una carina come te che si metteva con uno grasso come me e tutti ci guardavano e io mi sentivo tremare le ginocchia. Beh, non avevamo molto ma eravamo insieme. E ci bastava. Ma se tu adesso non mi vuoi più non abbiamo niente. Non siamo neanche una famiglia. Ecco. È così.
    Phil: Scusa… lo so che non era il momento, con Rory così, ma io non ce la facevo più.
    Penny: Io non ti ho mai parlato in quel modo, Phil.
    Phil: Ma io lo sentivo così.
    Penny: Vuoi un fazzolettino, ne ho un po’…?
    Phil: Sì. La manica è tutta bagnata.


    A FUOCO | l'eccezione

    Storie online: cultura dall'Italia e dal mondo. Ogni giorno

    error: