rivista internazionale di cultura

Approfondimenti

LA FASE CRITICA | PROUST E LENNON

Le domande, le risposte

(Barbara Pezzopane) – Le domande di Proust, le risposte di Lennon. Quando mai è accaduto? Il 22 giugno del ’65 sul primo volo mattutino Parigi-Lione, a bordo del quale assieme ai Beatljohn-lennon-boarding-on-airplanees si è imbarcato il giornalista francese Henry Pessar dopo una “soffiata” di Paul McCartney, due giorni prima. Pessar, strano a dirsi, dei Fab Four conosce a stento le facce eppure sa come procurarsi una buona storia. È un giovane free lance dalle idee chiare, cerca di farsi strada con servizi che lo costringono ad affannarsi per mezza Europa mentre fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Ha intervistato la Garbo, Peter O’Toole e Nureyev tanto da guadagnarsi una precoce reputazione come calamita di scoop fuori dall’ordinario.

Una volta prenotato l’ultimo posto disponibile sul Caravelle dell’Air France, gli resta un problema, che tipo di pezzo scrivere. La notte gli porta consiglio sotto forma de L’Express che ha sul comodino e sul quale quella settimana sono pubblicate le risposte di Anna Magnani al questionario di Proust, all’epoca ben lungi dal cliché. Solo decenni più tardi sarebbero venuti Monsieur Pivot e la sua Bouillon de culture su Antenne 2, quindi lo strigliato James Lipton che per quest’ultimo ha un vero, persino inspiegabile pallino. Ecco trovata l’idea giusta.

proust-questionario

Nei salotti della Parigi di fine ‘800 era diffusa una particolare forma d’intrattenimento, esportata probabilmente dall’Inghilterra vittoriana, ovvero quella di rispondere a una serie di domande intime elencate in un album intitolato “Confessions. An album to record thoughts, feelings & c.”. Esortato dall’amica Antoinette Faure, figlia del futuro presidente della Repubblica francese Felix Faure, anche un giovanissimo Marcel Proust – aveva allora 13 o 14 anni – compilò il questionario (di qui il nome con cui il test è poi divenuto celebre). Le sue risposte furono ritrovate e pubblicate per la prima volta da André Berge, uno dei figli della Faure, nel 1924. Qualche anno più tardi Proust rispose anche a un altro questionario, di cui sappiamo ben poco se non che in cima alla pagina scrisse di suo pugno: “Marcel Proust par lui-même”

Ignaro che le domande fossero state originariamente tratte da un testo inglese (per meglio dire un “album” molto in voga tra i giovani della buona società francese al tempo del Marcel giovane) opera una forsennata ritraduzione notturna – con qualche errore extra, confesserà. Et voilà, ecco pronte 37 domande da somministrare in atmosfera pressurizzata. L’idea si rivela efficace ma il questionario di Lennon non gli viene riconsegnato. “Troppo difficile”, canzona l’interessato, mentre i compagni insinuano che se pubblicato susciterebbe un vespaio. Alla fine il premuroso Brian Epstein lo requisisce, tuttavia Pessar riuscirà comunque ad averlo indietro un anno più tardi sul volo Londra-Monaco, assieme a un soprannome: “Proust”.

Ma cosa contenevano di così oltraggioso quelle risposte? A parte un accenno lusinghiero a Hitler nelle sembianze di binomio postmoderno (con Churchill), niente più che un distillato di sfacciataggine, idealismo, romanticismo, ansia esistenziale, audacia intellettuale, eccetera, diluito con l’autoironia di chi non si prende mai sul serio. Perché sul serio prende ciò che fa. Lo psicologo cui Pessar affidò il questionario affinché buttasse giù un profilo da appaiarvi in fase di pubblicazione (sulla rivista Rave nel 1966, per la cronaca) scrisse che questa è “una caratteristica tipica di chi attribuisce grande importanza a ciò che fa e pertanto ha necessità di scaricare la tensione nervosa”. A occhio e croce, anche Proust dovrebbe approvare.

1. Qual è per te il culmine della sofferenza?
Il caldo ai piedi

2. Dove ti piacerebbe vivere?
Qui

3. Qual è il tuo ideale di felicità terrena?
Ora + poi

4. Verso quali errori nutri maggior indulgenza?
I miei

5. Chi sono i tuoi eroi romanzeschi preferiti?
Io

6. Qual è il tuo personaggio storico preferito?
Io

7. Chi sono le tue eroine preferite della vita reale?
Io

8. Quali sono le tue eroine letterarie preferite?
Io

9. Chi è il tuo pittore preferito?
Io

10. Chi è il tuo musicista preferito?
Io

11. Qual è la qualità che preferisci in una donna?
Le tette

12. Qual è la qualità che preferisci in un uomo?
La carenza di tette

13. Qual è il tratto principale del tuo carattere?
Nessuno

14. Qual è la tua occupazione preferita?
Galleggiare

15. Chi avresti voluto essere?
Papà checchessia

16. Qual è il tratto dominante del tuo carattere?
Il soprannaturale

17. Che cosa apprezzi maggiormente nei tuoi amici?
L’ammirazione

18. Qual è il tuo principale difetto
L’odio

19. Qual è il tuo sogno di felicità?
Mutandine nere

20. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?
Perdere la mia verginità

21. Cosa vorresti essere?
Felice

22. Qual è il tuo colore preferito?
Arcobaleno

23. Qual è il tuo fiore preferito?
Dimenticato

24. Qual è il tuo uccello preferito?
Heckle

25. Qual è il tuo autore preferito in prosa?
Chi

26. Chi sono i tuoi eroi nella vita reale?
Adolf Churchill

27. Chi sono i tuoi poeti preferiti?
Io

28. Chi sono le tue eroine storiche?
Tennessee Ernie

29. Quali sono i tuoi nomi preferiti?
Dio. Gesù

30. Cosa detesti di più?
“     ”

31. Quali sono i personaggi storici che più disprezzi?
Tutti quanti

32. Qual è l’impresa militare che più suscita la tua ammirazione?
Nessuna in assoluto, spiacente

33. Qual è la riforma che più apprezzi?
Non l’hanno ancora varata

34. Quale dono di natura vorresti avere?
Volare

35. Come vorresti morire?
Folle ma quieto

36. Qual è il tuo stato d’animo attuale?
Leggero variabile

37. Qual è il tuo motto?
Io

lavora-con-le-parole
leMAG

English dept >

Storie

more >
chelsea

d’Italia >

Storie

d'Italia e d'Italiani >

A FUOCO | l'eeccezione

Storie online: cultura dall'Italia e dal mondo. Ogni giorno

error: