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Storie magazine

3/2011 | L’ARTE DEL COMPROMESSO

TELEVISIONE

Santoro e la Rai, la trattativa infinita

    (Aldo Benassi) – Criminoso. Lo psicoteledramma che vede protagonisti l’ex conduttore di AnnoZero e la tv pubblica italiana comincia il 18 aprile 2002: il premier Silvio Berlusconi, in Bulgaria per una visita ufficiale, durante la conferenza stampa di rito a Sofia proclama quello che verrà battezzato “Editto bulgaro”: Santoro, insieme a Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, verrà accusato di aver fatto un uso criminoso della televisione pagata da tutti i cittadini. L’auspicio (diciamo così) è che la nuova dirigenza faccia in modo che questo non si ripeta. Nell’ottobre successivo, il CdA della Rai decide di sospendere Sciuscià. Contro il programma era già stato aperto un procedimento disciplinare per via di una puntata dove era stato invitato Maurizio Costanzo allo scopo di ironizzare sull’ipotesi della “doppia conduzione” come misura per garantire il tanto osannato pluralismo dell’informazione.

    Bruxelles val bene una messa (in onda). Lo spazio in prima serata su Rai2 verrà occupato da Excalibur, talk show di Antonio Socci che però sarà più una spada di Damocle per gli ascolti, di gran lunga inferiori a quelli del suo predecessore. Nel 2004 il programma verrà chiuso e Socci promosso direttore della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia. Santoro invece, da giornalista disoccupato viene promosso a Parlamentare Europeo. Per l’Ulivo sarà facile fare il pieno di voti sfruttando la sua posizione di vittima del regime mediatico di Berlusconi. Il 16 ottobre 2005 Romano Prodi è scelto come leader del centrosinistra attraverso le primarie, strumento che il gruppo dirigente del Pd amerà solo quando a vincerle sarà un candidato a loro gradito. Tre giorni più tardi Santoro è ospite di Adriano Celentano a Rockpolitik, dove annuncerà il suo imminente ritorno in Rai, vista la sentenza di reintegro stabilita dal Giudice del lavoro del Tribunale di Roma con tanto di risarcimento pari a un milione e quattrocentomila euro.

    Anvedi Michele! Nel marzo del 2006, Rai2 gli assegna uno spazio in prima serata per un programma di approfondimento politico che dovrebbe andare in onda subito dopo le elezioni. La partenza di AnnoZero, stabilita alla fine di aprile, slitta al 14 settembre. Romano Prodi vince le elezioni con un vantaggio risicatissimo nei confronti del Cavaliere Inarrestabile, portando al governo l’Unione di centrosinistra, che smentirà il famoso detto secondo cui l’unione fa la forza. La squadra di AnnoZero è formata da Marco Travaglio, Vauro Senesi, la giornalista e scrittrice arabo-israeliana Rula Jebreal, lo storico collaboratore Sandro Ruotolo e le sue cuffie e la fotomodella Beatrice Borromeo, responsabile dello spazio Generazione Zero, che darà voce alle storie della gente comune.

    Quote rosa. Beatrice Borromeo nel 2009 viene assunta, non ancora laureata, al Fatto diretto da Padellaro. Ma già dall’edizione precedente, a condurre Generazione Zero ci sarà la fiorettista Margherita Granbassi, più brava negli affondi di fioretto che in quelli giornalistici. Infatti, lascerà il programma per continuare la sua carriera sportiva l’anno successivo. Al suo posto arriverà Giulia Innocenzi, candidata trombata alla segreteria dei Giovani Democratici nel 2008. Non tutti sanno che la Innocenzi, laureata alla Luiss, è stata letteralmente cacciata da alcuni studenti della Sapienza mentre tentava in modo paraculo di girare uno spot per la sua campagna elettorale, usando come sfondo l’Ateneo romano in rivolta contro la Riforma Gelmini.

    L’inizio del Travaglio. Il governo Prodi è caduto, Berlusconi ha stravinto le elezioni politiche del 2008 e come di consueto la musica in Rai cambia. Al momento della conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del programma (2009- 2010) i contratti di alcuni collaboratori, compreso quello di Travaglio, non sono ancora stati firmati. Santoro sa di aver contro sia il direttore generale Masi sia il direttore di rete Liofredi ma è determinato ad andare fino in fondo. Ne è dimostrazione l’evento Raiperunanotte, organizzato al Paladozza di Bologna con l’aiuto della Fnsi e l’Usigrai dopo che il CdA della Rai aveva deciso di sospendere tutti i talk show televisivi in vista delle elezioni regionali del 2010. Nel frattempo la Procura di Trani ha reso noto il contenuto delle intercettazioni telefoniche delle chiamate tra Berlusconi, il dg Masi e il commissario dell’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) Innocenti che svelano le pressioni del premier per chiudere AnnoZero.

    Un’offerta che si può rifiutare. Il 9 giugno 2011 va in onda l’ultima puntata di AnnoZero, durante l’editoriale di apertura Santoro fa presente che la risoluzione del suo contratto con l’azienda, avvenuta tre giorni prima, stabilisce che può continuare a collaborare con la Rai anche dalla mattina del giorno dopo. Rivolgendosi direttamente al presidente Garimberti, gli offre il compromesso di una nuova edizione al costo di un euro a puntata, “Voglio sapere se questa trasmissione la volete o non la volete”. Una chiara provocazione, alla quale seguirà, durante la puntata, un acceso dibattito tra Santoro e il senatore leghista Castelli a proposito dei costi della trasmissione e il pagamento del canone: “Noi non abbiamo bisogno del canone, raccogliamo 15 milioni di euro di pubblicità e finanziamo i programmi che voi politici avete imposto” urlerà il conduttore accompagnato dalla standing ovation del pubblico.

    Mentana libera tutti. Garimberti fa il pesce in barile, anche perché la situazione politica italiana è diventata talmente complessa che Berlusconi oggi non cade, domani forse, ma dopodomani sicuramente. Santoro riceverà una buonauscita di oltre due milioni di euro, Enrico Mentana e Gad Lerner danno per certo il suo arrivo a la7, ma improvvisamente le trattative si interrompono senza che venga data una spiegazione plausibile. L’ex conduttore di AnnoZero griderà allo scandalo, un’altra chiara dimostrazione di come il conflitto d’interessi berlusconiano, ma non solo, incida sulla libertà di espressione dei media italiani. Segue uno scambio epistolare sulle pagine de Il Fatto tra lui e Mentana su chi sia più libero tra i due. La disputa si risolve nella constatazione che il mestiere di giornalista in questo paese ognuno lo intende a modo suo, accettando piccoli o grandi compromessi. C’è chi decide di non avere attriti con il potere come Mentana, chi sale sul carro del politico vincitore di turno mentre qualcun altro cerca di tirare la carretta della responsabile opposizione e, infine, c’è chi ne fa una questione personale come Santoro. Il suo compromesso è quello di accettare, così facendo, il rischio di rimanere a casa.

    (Michele Santoro: “Il 3 novembre andremo in onda anche su Sky sul canale 504 che già aveva ospitato Raiperunanotte. La trasmissione si chiamerà Comizi d’amore. Per chi non ha Sky c’è sempre internet e la rete delle tv di digitale terrestre, più siamo più avremo la possibilità di portare a termine questa impresa di serie A. Questo è l’ultimo tentativo che facciamo per vendere le nostre notizie con il carrettino: la faremo noi la piazza, accendendo le nostre telecamere. La prima puntata la facciamo a Cinecittà, nel cuore di quella che è l’industria più importante di Roma. La concessionaria ha fatto il contratto solo fino a dicembre, se facciamo un milione e mezzo di persone ci diremo soddisfatti. Se dimostriamo che questa cosa sta in piedi economicamente, dimostreremo che è il programma che fa il successo del canale e non il suo contrario. Siamo quelli che non vogliono l’assistenzialismo né la lotta di classe né il bunga bunga, che secondo me è un ridicolo format. Se saremo in tanti alla fine di questo anno rappresenteremo una enorme lobby democratica, ad esempio per dirigere la Rai”).


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