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SPOKEN WORD | BOB DYLAN

“The Classic Interviews, 1965/66”

(Maria Teresa De Luca) – Un meno che venticinquenne Bob Dylan alle prese con i microfoni dei giornalisti per due conferenze stampa e una celebre intervista (“The Classic Interviews, 1965/66″, Chrome Dreams 2003). Quest’ultima concessa a Martin Bronstein della Canbob-dylan-the-classic-interviewsadian Broadcasting Corporation, nel bel mezzo del tour nordamericano con gli Hawks.

La cruciale domanda d’esordio fu: “Si pronuncia Dylan o Dye-lan?”, mentre la risposta una bella panzana imbastita con piglio da glottologo. Insomma, una delle variazioni che ben snocciolava ai media, sbalorditivamente impreparati a un confronto che andasse oltre quesiti come: si considera un cantante o un poeta?, oppure, cosa l’ha spinta a indossare una maglietta con la riproduzione di una motocicletta Triumph sulla copertina dell’ellepi “Highway 61 Revisited”?

Ebbene a uno di questi incontri (San Francisco, 3 dicembre 1965; il terzo della raccolta ebbe luogo a Los Angeles, tredici giorni dopo), popolati da una varietà di personaggi, era presente anche Allen Ginsberg, capace di far sganasciare l’uditorio (risate ignare) chiedendo: “Pensi che ci sarà mai un tempo in cui verrai impiccato come un ladro?” Dylan, preso alla sprovvista, sorride e risponde: “Non dovevi dirlo”.

Tra i due si coglie già quel rapporto padre-figlio (nonostante ci siano solo quindici anni di differenza) che segnerà sempre la loro amicizia e farà di Ginsberg un sostenitore e un interpdylan-ginsbergrete delle scelte del suo pupillo: “Dylan si è venduto a Dio. Vale a dire che si è assunto il compito di diffondere il suo messaggio quanto più possibile. Una sorta di sfida per vedere se la grande arte può essere trasmessa su un juke-box”. E poi, sull’impegno politico di Dylan: “Lui ha dichiarato la sua indipendenza politica perché non vuole essere un burattino o sentirsi obbligato a prendere una posizione in ogni occasione. È al di sopra e al di là della politica in un modo interessante. Le sue canzoni”, continua, “sono qualcosa di più di uno storytelling ideologico o di un’imitazione del folk: sono una risposta a quel tipo di profezia americana che Kerouac ha ereditato da Walt Whitman.

Oltre alle registrazioni, di ottima qualità, il libretto (16 pagg.) contiene foto rare dello stesso periodo. Un giovane Bob Dylan, quindi, una sorpresa per chi si trovò a confondere l’aspetto fanciullesco con l’arrendevolezza.

(Ecco un lungo estratto da “The Classic Interviews”, ovvero la registrazione della conferenza stampa di San Francisco, il 3 dicembre 1965)

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