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MUSICA

Nick Cave è pure capace di scrivere un poema epico sui sacchetti antipanico

  • 21 aprile 2015
  • 17:23

Nick Cave ha sempre avuto un rapporto eclettico – diciamo così – con la letteratura. Molti dei suoi sostenitori non esiterebbero a definirlo semplicemente un poeta contemporaneo, ma lui in realtà ha sempre preferito cimentarsi con le canzoni, la prosa (“E l’asina vide l’angelo” nel 1989 e “La morte di Bunny Munro” nel 2009) e le sceneggiature cinematografiche.

La poesia vera e propria lo spaventava un po’, scrivere in versi lo ha intimidito per anni e se capitava si sentiva quasi un impostore. Lo faceva a volte, prova ne sono le raccolte intitolate “Il Re Inchiostro I” del 1988 e “Il Re Inchiostro II” uscita nel 1997, in cui oltre a pensieri sparsi enick-cave testi di canzoni compariva anche qualche timido tentativo poetico.

Ma in fondo Cave ha sempre preferito poetare in musica, soprattutto da quando ha iniziato a girare il mondo con i suoi Bad Seeds. Lo dimostra “The Sick Bag Song”.

“The Sick Bag Song”, infatti, è una raccolta di poesie collegate tra loro, quasi un unico lungo poema epico diviso in tanti capitoli, che Cave ha iniziato a scrivere durante un tour americano dei Bad Seeds. Complice la noia dei lunghi viaggi aerei e la sua indole inquieta, perché Nick è sempre stato uno che senza lavorare proprio non riesce a stare. Così si è messo a scribacchiare sulla prima cosa che gli è capitata in mano, in questo caso quelle buste di carta che servono per vomitare a chi soffre di mal d’aria (ecco spiegato il titolo).

Una poesia per ognuna delle ventidue città visitate, busta dopo busta, riga dopo riga. Un progetto nato quasi per gioco che è diventato col passare dei giorni molto più serio e complesso. Tanto che Nick Cave ha chiesto al suo agente di contattare la Canongate per sapere se fossero per caso interessati a pubblicarlo (pare che all’inizio fossero piuttosto dubbiosi, della serie prima finiscilo poi vediamo, però alla fine hanno detto sì).

Cave ha spiegato: “The Sick Bag Song racconta la storia di una rockstar un po’ in là con gli anni (che somiglia molto a Nick Cave, anzi è proprio lui, ndr.) impegnata in un lungo tour, alle prese con ricordi lontani che non riesce a ricostruire con certezza e un futuro nebuloso che aspetta dopo l’atterraggio dell’ennesimo aereo. Si tratta di una via di mezzo tra un diario di vita on the road, un manuale di auto-aiuto, ‘Paura e delirio a Las Vegas’, ‘Apocalypto’, ‘La terra desolata’ di Eliot, Kanye West, PornHub, Jimi Hendrix, Janis Joplin e molto altro ancora”.

Il libro s’insaporisce anche di descrizioni deliranti e piuttosto comiche di molti personaggi emblematici del rock (da Patti Smith a Bryan Ferry) e diversi momenti fortemente autobiografici.

Cave, nonostante gli abiti sobri del narratore, ha la virtù (e il virtuosimo intellettuale) di far danni armato di ironia, di un sarcasmo bruciante e un macabro senso dell’umorismo che ne farebbero – azzardiamo – un persuaso lettore di Ambrose Bierce. Semmai, a voler togliere il mestiere a filologi più autorevoli, con un briciolo di commozione in più.
(Valentina Natale)

Il sito di “The Sick Bag Song”

Il trailer di “The Sick Bag Song”

Leggi l’intervista di Nick Cave con John Doran


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