rivista internazionale di cultura

MUSICA

Gli Assalti Frontali e il lago ex Snia di Roma: “Il rap è stare sempre vicino alla comunità”

  • 21 aprile 2017
  • 15:30

ROMA – La storia del lago ex Snia inizia nel 1992 in un’area situata tra il Pigneto, via di Portonaccio, via Prenestina e via di Casalbertone, Roma, V municipio. Area industriale dismessa, fino al 1954 aveva ospitato l’opificio della Cisa Viscosa, per confluire poi nel 1969, nel patrimonio della Snia Viscosa, che a sua volta, nel marzo del 1982, la rivende – immobili e terreni – alla Società Immobiliare Snia.

assalti-frontali-lago-snia

La storia del lago ex Snia inizia nel 1992 in un’area situata tra il Pigneto, via di Portonaccio, via Prenestina e via di Casalbertone, Roma, V municipio. Alla controversa vicenda del lago e dell’intera zona industriale che lo circonda, gli Assalti Frontali, una delle realtà storiche dell’hip hop del nostro paese, hanno dedicato lo scorso anno, insieme al gruppo Il Muro del Canto, il brano “Il lago che combatte”, una sorta di “Le mani sulla città” del rap italiano

Nel 1990, a marzo, l’area viene acquistata dalla Società Pinciana 188 e nell’aprile dello stesso anno la proprietà ottiene la concessione edilizia per la costruzione di un immobile con destinazione produttiva. Nel novembre del 1990 la società immobiliare è acquisita dalla Ponente 1978. Come scrive Wikipedia “il lago si è creato in seguito a un ‘incidente’ occorso nel 1992 durante i lavori di costruzione di un parcheggio interrato. Durante gli scavi fu intercettata, per errori di valutazione, la falda acquifera dell’Acqua Bullicante, un’acqua minerale purissima che cominciò a sgorgare e a riempire l’invaso artificiale creatosi con i lavori. All’inizio, nel tentativo di scongiurare il prevedibile blocco dei lavori, la società di costruzioni mise in atto un espediente, deviare il flusso d’acqua convogliandolo nelle fognature. Il rimedio si rivelò maldestro e determinò il sovraccarico delle fogne e l’esplosione delle condotte, con conseguente allagamento di largo Preneste. L’acqua ha finito con l’invadere l’invaso artificiale rendendo l’area impraticabile a ulteriori lavori di sbancamento e costruzione, determinando così la creazione di un laghetto che la vena continua ad alimentare garantendone l’equilibrio idrico”.

Alla vicenda del lago ex Snia, gli Assalti Frontali, una delle realtà storiche dell’hip hop del nostro paese, hanno dedicato lo scorso anno, insieme al gruppo Il Muro del Canto, il brano “Il lago che combatte”, una sorta di “Le mani sulla città” del rap italiano. Militant A, voce storica della band romana, ha le idee molto chiare in merito…

Come procede la storia del lago Ex Snia? Che significato ha avuto per voi questa vicenda?
L’evento di domenica è organizzato per tornare tutti insieme al lago e parlare della situazione. Questa è la democrazia diretta. Sarà una festa, un concerto e un grande incontro popolare. Tutta la vicenda legata al lago della Snia ogni anno “avanza” un po’ grazie alla partecipazione di migliaia di persone. Nel 2014 abbiamo spinto il Comune a realizzare l’esproprio e rendere pubblica l’area (contro la minaccia di chi voleva prosciugare e costruirci sopra quattro grattacieli). Allora il Comune stanziò 400.000 euro per i lavori e promise che avrebbe aperto entro un anno, ma l’anno dopo quei soldi furono dirottati sui parcheggi del Giubileo della Misericordia e il parco e il lago rimasero chiusi. Così il Forum del Parco delle Energie si è assunto la responsabilità di aprirlo ogni giorno con la custodia e fare i primi lavori per renderlo vivibile.

Nel frattempo la regione doveva dichiarare l’area Monumento Naturale ma ancora non l’ha fatto. Come mai?
Quando passo davanti a via di Portonaccio con l’entrata aperta al pubblico e tutta quella bellezza a due passi da Porta Maggiore, so che Roma può tutto.

A differenza di altri gruppi il vostro impegno sociale e politico è continuato in tutti questi anni: il rap per voi ha ancora il significato che aveva all’inizio?
Certo, per noi il rap è stare sempre vicino alla comunità. Non è un atteggiamento, è la strada che porta alla felicità.

assalti-frontali

Militant A, Pol G e Bonnot degli Assalti Frontali: “Per noi il rap è stare sempre vicino alla comunità. Non è un atteggiamento, è la strada che porta alla felicità”

Cosa pensate invece del rap – come dire – “mainstream”, quello che va per la maggiore in radio, televisione e in rete?
Quello intristisce, invece. È come un fuoristrada in città, sembra che c’è solo lui, ma il popolo intelligente pensa: “Spegni che puzzi, avveleni l’aria!”. Noi, al contrario, siamo biciclette che sfrecciano intorno e mandano avanti la creatività.

All’inizio di febbraio avete tenuto un laboratorio rap in Libano, un paese devastato da guerre e conflitti: cosa vi ha lasciato questa esperienza?
Fare rap a trenta chilometri dalla Siria è stato qualcosa di eccezionale. Lì c’è una realtà quotidiana di vita e di morte, dove la gente ha visto le peggio cose ma ogni giorno che si sveglia ha voglia di sognare. I bambini e i ragazzi libanesi e siriani vogliono ballare, cantare, divertirsi, e così sconfiggere le guerre e le paure. Il laboratorio “Hip Hop 4 Peace” c’ha dimostrato questo. Lì abbiamo girato anche il video “La fine dei sospiri” che esce in questi giorni.

Cosa consiglieresti a un giovane che vuole iniziare a fare rap?
Fare tanta esperienza dal vivo, andare ai concerti nei centri sociali, nelle serate tra amici, appena possibile salire sul palco e cantare davanti agli occhi delle persone, per avere il riscontro più vero di quello che stai facendo.

E la politica attuale? Penso in particolare all’operato di Virginia Raggi a Roma, la politica sta cambiando qualcosa?
La Raggi è il prodotto del lungo periodo di crisi economica che ha distrutto il consenso dei vecchi partiti. Ma anche lei non sa dare riposte ai bisogni della città. I primi sei mesi sono stati un disastro e al di là di questo la cosa peggiore è l’idea che la legalità e le regole siano la soluzione ai problemi. Un errore che crea un deserto ancora più grande di quello che c’era. Roma è una città che ha bisogno di fiducia per dare il meglio e la fiducia si crea col protagonismo dei cittadini, con la cura dal basso del territorio, aprendo spazi, non chiudendoli. Questo porta felicità e ricchezza. Il lago della Snia è un esempio.
(Stefano Milioni)


Ascolta “Il lago che combatte”:


Approfondimenti >

Storie

altri approfondimenti >
leMAG

English dept >

Storie

more >
momentismo-banner

Storie da leggere >

Storie

altre Storie da leggere >

A FUOCO | l'eccezione

Storie online: cultura dall'Italia e dal mondo. Ogni giorno

error: