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Giannina Braschi: storie dalle macerie delle Torri Gemelle

  • 11 settembre 2014
  • 12:26

NEW YORK – Nata a Puerto Rico, Giannina Braschi vive a New York dall’età di 25 anni. Col suo romanzo Yo-Yo Boing!” ha elevato lo spanglish a lingua letteraria. Nominata per il Pulitzer, in Italia suoi scritti sono apparsi nell’antologia “Undici settembre” (Einaudi), a cura di Daniela Daniele.

“Vedute da Ground Zero” che qui vi riproponiamo è una presa diretta sull’11 settembre – terribile quanto autentica – scritta originariamente in inglese, “nella mia seconda lingua, nella lingua che mi fa venire pensieri tremendi”. Il racconto è tratto da Storie 55/2005.

“Ho visto un tronco cadground-zeroere dalla torre – niente gambe – niente testa – solo un tronco. Sono ridondante perché non posso credere a quello che ho visto. Ho visto un tronco cadere – niente gambe – niente testa – solo un tronco – precipitare nell’aria – vestito con una camicia bianca bianca – la camicia dei manager – infilata – per bene – sotto la cintura – allacciata stretta – che gli tiene su i calzoni, senza gambe. Aveva urtato una trave d’acciaio – ed era morto – un ducato che è morto, morto! – sul pavimento del negozio Krispy Cream – con ciambelle inzuccherate al posto della testa – appena sfornate, croccanti e rotonde – calde e gustose – e questo manager – a terra stringeva in mano una ventiquattrore – e all’anulare, la fede nuziale. Immagino che abbia pensato che la ventiquattrore fosse la sua sorte – o la sua consorte – o che fossero un tutt’uno – perché la valigia era stretta con forza come la fede di nozze”.

→ Leggi tutto il racconto di Giannina Braschi:
Vedute da Ground Zero


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