rivista internazionale di cultura

MONDO

  • MONDO Quando Foster Wallace intervistò il guerrafondaio McCain

    Era il 2000 quando il tormentato, prodigioso autore di “Infinite Jest” accettò di cercare il cuore nero dei repubblicani e curò un’intervista per Rolling Stone (e per lo stupore generale) al miliardario John McCain, una figura complessa che amava la guerra e rispettava i gay…

  • MONDO In Giappone sulle tracce degli “evaporati”, gli scomparsi volontari. Ogni anno se ne contano centomila

    “Johatsu” è l’appellativo con cui s’identificano “gli evaporati”. In un Paese dove i lacci della tradizione si annodano quotidianamente alla rincorsa del futuro perché l’equilibrio tra onore e coraggio possa restare in piedi, esiste infatti una parte della popolazione che, senza preavviso alcuno, questo equilibrio decide arbitrariamente di annullarlo, molla gli ormeggi e sparisce. A volerne stabilire […]

  • MONDO Il marito cinese è alto tre metri e trentatré

    Non ho mai pensato che la parola “marito” in cinese avesse alcunché di speciale finché non ho letto l’interpretazione disincantata che ne faceva una moglie cinese dicendo che il marito è qualcuno che marito non è a partire da una certa distanza misurabile in uno “zhang”. All’istante la parola si è interamente illuminata giacché “zhang […]

  • MONDO Moustapha Akkad sapeva raccontare (e filmare) la Storia dal punto di vista degli arabi

    Rari sono stati i tentativi di rappresentazione cinematografica del mondo arabo e dell’Islam da una prospettiva orientalista, i più riusciti sono senz’altro quelli di Moustapha Akkad, regista arabo-americano di origine siriana, che in due film ha voluto raccontare la storia dal punto di vista degli arabi. In Italia il più conosciuto è probabilmente “Il leone […]

  • MONDO La televisione, il capo indiano e Pasolini: dalla libertà mancante all’identità mancata

    Guillaume Chenevière, già direttore della televisione della Svizzera Romanda, fa visita a una riserva indiana nel Nuovo Messico: smaltiti i convenevoli, gli scappa una bella domanda. Chiede al vecchio capo indiano che cosa caratterizza l’identità del suo popolo. Il vecchio lo guarda in faccia e dopo una lunga pausa gli risponde: “Non abbiamo un’identità, non […]

  • MONDO Piccola storia delle Pussy Riot (ma il femminismo è un discorso più complesso)

    Quell’universo sociale al confine tra la borghesia radical chic e l’aristocrazia di sinistra che approva la causa delle Pussy Riot inculca nelle persone sprovviste di strumenti critici (in primis i giovani) il conformismo e l’accettazione passiva di dati culturali del tutto arbitrari.

  • MONDO Storie di terrorismo: la religione è una miccia o un alibi?

    Mayday, Mayday! a Manchester ● Charlie Hebdo, non c’è mai stato niente da ridere ● Bruxelles città all’erta, il reportage ● Isis contro Crisis, Oriente contro Occidente ● Mi terrorizzi, ti bombardo, mi riterrorizzi, ti ribombardo ● Bruxelles, Place Jeu de Balle e lo spettro del terrorismo islamico ● “Just a shot”, gli anni di […]

  • MONDO Attentati: finché si parlerà più di terrorismo che di religione, non si troverà mai una soluzione

    Charlie Hebdo, non c’è mai stato niente da ridere ● Bruxelles città all’erta, il reportage in presa diretta ● Isis contro Crisis, Oriente contro Occidente ● Mi terrorizzi, ti bombardo, mi riterrorizzi, ti ribombardo ● Bruxelles, Tintin e lo spettro del terrore islamico ● “Just a shot”, gli anni di piombo e l’immagine dell’assassino (di […]

  • MONDO Cile: perché la “pasionaria” Camila Vallejo urla “La educación no se vende se defiende”

    Li chiamano indignados dell’educazione – studenti ma pure professori e genitori preoccupati per il futuro della scuola in tempo di Crisi. Una mobilitazione globale. Nel Cile del 2011 la protesta è capeggiata da Camila Vallejo, studentessa di geografia, militante del Partito Comunista. Decisa, adeguatamente ideologizzata ma senza paraocchi, prova a cambiare il destino di una […]

  • MONDO Egitto: la primavera araba è già finita?

    Come ha scritto Azzurra Meringolo nel suo “I Ragazzi di Piazza Tahrir”, “si spera di dare voce e rappresentanza alle forze più innovative e ai giovani. Dopo tanti anni di ‘stabilità autoritaria’, ciò andrebbe anche a vantaggio delle minoranze di ogni tipo e consentirebbe al sistema politico di evolvere in modo più aperto e dinamico”. […]

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