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FUMETTI

Il numero 3000 di Topolino è già introvabile: rapito dai collezionisti

  • 27 maggio 2013
  • 12:12

ROMA – Ha più di 80 anni ma non li dimostra, come si suol dire. Non è passata nemmeno una settimana dall’uscita del numero 3000 di Topolino che già se ne sono perse le tracce. Tutta colpa dei collezionisti, verrebbe da dire.

Del resto, il numero è una autentica celebrazione del topo più curioso del fumetto: una copertina disegnata per l’occasione dal grande Andrea Freccero e 14 storie firmate dai più rispettati disegnatori e scenetopolinoggiatori della Disney.

Dicevamo dei collezionisti. Ebbene, il nuovo albo o “giornalino” come da sempre è chiamato, è disponibile su ebay con quotazioni che arrivano già ai 50 euro. Dal 1932, l’anno in cui Giuseppe Nerbini, edicolante ed editore fiorentino, decide di dedicare un intero giornale illustrato a Topolino, il mito del ratto simpatico e impiccione ha conquistato grandi e bambini, per non parlare dei “completasti”, quelli che per un albo raro sono pronti a impegnarsi un rene. Del resto, i numeri rari galvanizzano un mercato parallelo, fatto di scambi, fiere del fumetto e forum online particolarmente animati. Gente che è disposta a (quasi) tutto per avere autentiche chicche come “Topolino contro Wolp” o L’Almanacco di Topolino del 1938, il numero 92 “Nel regno di Topolino” o il numero 1000.

Su Topolino 3000 si è scatenato l’inevitabile dibattito in rete. I forum per i topolinisti incalliti gettano una luce al contempo romantica e feticista su una passione che può anche influenzare una vita.

Scrive Gladiator53: “Io sono il ‘fortunato’ possessore di una copia del n. 3000 di Topolino e se posso esprimere il mio parere è una ‘patacca megagalattica’ per non definirla in maniera più volgare; Disney Italia ci ha incantati con una bella e colorata copertina a rilievo a scapito delle storie, fra le più scialbe che abbia mai letto. Ma io appartengo ad un’altra generazione, quella dei grandi maestri che ormai non ci sono più e che mai nessuno potrà egugliare. Viva topolino-3000Gatto, Bottero, Chierchini, De Vita, Broletto, il grande Scarpa ecc. Barks e Goettfredson si staranno girando nella tomba. Una vera schifezza”.

Risponde Lambaus: “critiche rancorose (perché, poi?), che lasciano il tempo che trovano. È meglio Federer o Borg? Più bello Ken il Guerriero o i Pokemon? Un conto è leggere certe storie quando hai 15 anni, un conto è farlo a 50. Festeggio anch’io il traguardo e faccio gli auguri al Topo”.

Il Conte Oliver puntualizza: “non bisogna dimenticare, però, che il numero 3000 ha il doppio delle pagine rispetto a quelli ordinari, oltre alla copertina in rilievo e plastificata a zona, senz’altro più costosa, e senza aumento di prezzo, elementi che quantomeno lo rendono più piacevole. Premesso questo, devo dire che la mia delusione principale non è stata tanto nelle storie (che oggettivamente era difficile aspettarsi migliori, anche se un minimo di sforzo c’è stato) ma nel fatto di non aver trovato nulla, ma proprio NULLA, in riferimento alla storia del periodico, nemmeno per soddisfare la curiosità dei lettori inconsapevoli riguardo le trasformazioni e i traguardi precedenti. Un Topolino 3000 che non guarda alle origini ma pensa solo al presente! Un vero peccato… devo dire che almeno un articoletto di qualche pagina a questo riguardo era doveroso”.

Ciò letto, occorre distinguere. Innanzitutto è importante lo stato di conservazione dei fumetti. Ad esempio, il primo numero di Topolino se in ottimo stato va dai 3000 in su. Con 1500 se ne prende uno restaurato o in buone condizioni.
(N.Na.)


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