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“I Fantastici Quattro”: il classico del fumetto che da vent’anni prova a sfondare al cinema (e non ci riesce). Ecco perché

  • 14 aprile 2015
  • 11:46

NEW YORK – Nel 1961, Stan Lee, sceneggiatore, produttore e allora direttore artistico della casa editrice newyorkese di fumetti Marvel Comics, stanco del classico stereotipo del supereroe perfetto sotto ogni punto di vista sia fisico che morale, dà vita ad una vera e propria famiglia di supereroi sì forti e coraggiosi ma fatti anche di carne e sangue, con i difetti e le fissazioni tipici dei comuni mortali: sono i Fantastici Quattro, ovvero Reed Richards alias Mister Fantastic, Susan Storm alias La Donna Invisibile, Ben Grimm alias La Cosa e Johnny Storm, in arte La Torcia Umana. Sono personaggi fallibili ed esuberanti che, oltre ad affrontare avventure fantascientifiche, vivono anche le loro vite: soffrono, amano, odiano e sono in grado di manifestare tutte le emozioni dell’animo umano.

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La locandina di “The Fantastic Four” (1994), diretto da Oley Sassone e prodotto da Roger Corman. Il film non uscì mai nelle sale né in home video tanto che si sparse presto la voce secondo cui la pellicola era solo un “ashcan copy”, ovvero una copia realizzata esclusivamente per mantenere i diritti legali sulla serie. Ben prima che i film di supereroi cominciassero a sbancare al botteghino, infatti, la Marvel aveva ceduto – a buon mercato – i diritti cinematografici de “I Fantastici Quattro” alla 20th Century Fox e da allora la casa di produzione “ha periodicamente sfornato adattamenti forzati, qualunquisti e ripetitivi del fumetto, solo per mantenere i diritti acquisiti”, come ha sottolineato lo stesso Lee

Siamo di fronte a un nuovo livello di realismo che giustifica la formulazione di uno slogan come “Super eroi con Super problemi” e sancisce l’inizio della seconda età della storia del fumetto statunitense: la cosiddetta “Silver Age” in contrapposizione alla prima, la “Golden Age” che va dalla fine degli anni ’30 alla fine degli anni ’40, quando il fumetto moderno, rappresentato dai “comic books” (i libri a fumetti), cominciano ad affiancarsi alle tradizionali “comic strips” (le strisce) pubblicate sui quotidiani (poche vignette generalmente in bianco e nero) quasi come contorno alle notizie.

Un’ulteriore novità per l’epoca sta nel fatto che Stan Lee ha scritto solo il canovaccio della prima serie de “I Fantastici Quattro” e non l’intera sceneggiatura, offrendo al disegnatore Jack Kirby una base per comporre lo story-telling. Lee avrebbe quindi completato i testi, con i dialoghi e le didascalie, direttamente su quelle tavole. Così è nato il cosiddetto “Metodo Marvel” (o “Stile Marvel”) di creazione dei fumetti e il disegnatore è diventato a tutti gli effetti co-sceneggiatore, contribuendo attivamente alla stesura della trama. Per questo Stan Lee è ancora oggi considerato “l’uomo che rivoluzionò i fumetti”.

Ma torniamo ai nostri supereroi. Il giovane scienziato Reed Richards con la moglie Susan Storm, il fratello minore di lei, Johnny, e l’amico Ben Grimm partono per una missione nello spazio. Richards vuole provare in anticipo e senza autorizzazione della NASA il razzo spaziale da lui progettato per arrivare sulla luna. Il razzo però non è in grado di proteggere l’equipaggio da una tempesta di raggi cosmici che altera la loro struttura genetica. Tornati sulla Terra, i quattro astronauti si rendono conto dei cambiamenti del loro corpo e delle incredibili abilità che hanno acquisito.

Reed è ora in grado di allungarsi e prendere forme diverse perché le sue cellule sono diventate simili alla gomma e grazie all’elasticità e alla plasticità del suo fisico è immune alle bombe e ai proiettili. Gli basterà indossare una tuta blu per diventare “Mister Fantastic”. Benjamin Grimm, il pilota del razzo, assume un aspetto mostruoso, con un corpo fatto di pietre arancioni e la forza di mille uomini, trasformandosi così in “La Cosa”. Ha quattro dita in ciascuna mano e tre in ciascun piede. Susan guadagnerà invece la capacità di scomparire e ricomparire secondo la sua volontà e sarà ribattezzata la “Donna Invisibile”. In seguito si renderà conto di essere anche in grado di creare dei campi di forza sia per rendere oggetti e altre persone invisibili (tattica difensiva) che come arma offensiva. E infine Johnny, il più giovane del gruppo, si accorge presto di poter diventare incandescente e prendere fuoco rimanendo illeso e di poter volare e lanciare raggi e palle infuocati. Di qui il nome di “Torcia Umana”.

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Il cast del reboot de “I Fantastici Quattro” in uscita a giugno negli USA e a settembre in Italia. Michael B. Jordan sarà Johnny Storm/La Torcia Umana, Miles Teller interpreterà Reed Richards/Mr. Fantastic, Kate Mara sarà Sue Storm/La Donna Invisibile mentre Ben Grimm/La Cosa avrà il volto di Jamie Bell. La scelta di un attore di colore come Michael B. Jordan è stata, non senza ricadute razziste, la più criticata: molti si chiedono come sarà giustificata la sua parentela con il personaggio di Kate Mara

Terra (La Cosa), fuoco (La Torcia Umana), aria (La Donna Invisibile) e acqua (il liquido Mr. Fantastic): sembra proprio che i personaggi siano stati modellati a partire dalla teoria classica degli elementi. Dal canto loro, i quattro useranno le rispettive abilità per proteggere il pianeta, e anche l’intero universo, da ogni possibile minaccia terrena o proveniente da altre dimensioni o dallo spazio.

A conferma dei tratti umani che definiscono il contesto del fumetto, c’è da dire che il gruppo costituisce una famiglia: tre sono parenti e il quarto – Ben, continuamente tormentato da crisi esistenziali che lo portano a scatti d’ira e a liti violente con gli altri – è il miglior amico di Reed e il padrino dei figli di Reed e Susan (Franklin e Valeria).

I Fantastici Quattro sono stati protagonisti di numerose serie animate trasmesse in tv. Tra le tante ricordiamo la serie “I Fantastici Quattro” del 1967, andata in onda in Italia all’interno del programma Rai “Gli eroi di cartone” (1972) condotto da Lucio Dalla.

Per quanto riguarda invece la filmografia sull’argomento:

  • è del 1994 il film “I Fantastici Quattro” diretto da Oley Sassone e prodotto da Roger Corman che però non è mai stato distribuito;
  • nel 2005 è uscito invece l’adattamento omonimo diretto da Tim Story con Ioan Gruffudd (Mr. Fantastic), Jessica Alba (La Donna Invisibile), Chris Evans (La Torcia Umana) e Michael Chiklis (La Cosa);
  • al 2007 risale il sequel “I Fantastici Quattro e Silver Surfer” sempre diretto da Tim Story e con il medesimo cast di protagonisti.
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La copertina del numero 100 de “I Fantastici Quattro” (edizione italiana)

Cosa succederà in futuro? Lo scorso ottobre, in occasione del Comic Con di New York, la Marvel Comics ha annunciato che dalla primavera del 2015 non avrebbe più pubblicato i fumetti dei Fantastici Quattro, chiudendo un ciclo durato ben 53 anni. James Robinson, l’attuale sceneggiatore della serie, ha dichiarato che i quattro “andranno via per un po’”. L’ultima avventura sarà la n. 645 e si intitolerà “The end is FOURever” (giugno 2015). Ma gli amanti dei fumetti della Marvel sanno che i anche personaggi morti, prima o poi, ritornano in vita o in scena con un nuovo volto…

Nel frattempo, la 20th Century Fox è pronta a lanciare il reboot della saga de “I Fantastici Quattro”, diretto da Josh Trank (“Chronicle”). Un nuovo adattamento che, ha dichiarato il co-sceneggiatore e co-produttore Simon Kinberg, “sarà una re-interpretazione moderna del fumetto, una via di mezzo tra ‘Spider Man’ e ‘Chronicle'”. Un progetto molto criticato (a partire dalla scelta degli attori) che cercherà di compensare lo scarso successo di pubblico riscosso dalle versioni precedenti. A casa Marvel sembra si remi contro la riuscita dell’impresa. Addirittura, la malelingue insinuano che la chiusura dell’albo abbia lo scopo di sabotare il film in uscita in vista di riacquistare i diritti cinematografici sul fumetto in caso di flop. Sarà proprio così o la mossa della Marvel è da imputare semplicemente alle scarse vendite?
(Annarita Zepponi)

Guarda il trailer del nuovo “I Fantastici Quattro”:


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