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Santa Severa, la Crisi nella spiaggia romana ambidestra

(Elena Balbo) – Santa Severa, 26 marzo 2011. Domani scatterà l’ora legale e su questo breve tratto di lungomare caro all’emerito Ciampi accosta una A3 nera, la settantenne scende, si siede al posto coi tavolini all’aperto, aspetta.

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► Carlo Azeglio Ciampi (in occhiali scuri) quando giocava a tresette alla Velica di Santa Severa

La raggiunge un ragazzone che potrebbe essere suo figlio, un figlio grande. Ma non lo è. “Sei Roberto?” dice sorridendogli. “Sì, Roberto, ciao”. Sandra frequenta un centro anziani di Roma nord, dove ha conosciuto la madre di lui, pochi mesi fa, prima dell’incidente domestico che l’ha lasciata in coma irreversibile, la settimana scorsa, e dopo il tradimento senile che l’ha lasciata smaritata, Sandra, l’estate scorsa. Comunque, compagnia nuova in serate teatrali e cori di voci grigie, pare abbia raccolto una confidenza casuale di Loretta, con cui Roberto e la sorella non si frequentavano più granché. “Se toccasse a me vorrei che staccassero la spina e donassero gli organi”. Intanto lui vive solo nella casa di villeggiatura che era di famiglia, poco distante dal circolo La Velica. Il padre, un diplomatico, è morto da molti anni. “Hai visto quanti cartelli?” dice. “Affittasi, su ogni cancello”.

Oggi, nonostante il sole e le composte baiette, di romani tutti ar mare neanche l’ombra. “Ci stava più gente quanno ce veniveno i gerarchi fascisti”, interviene un cappello con la visiera blu.

Non è Santa Marinella, perla del Tirreno, succursale della Dolce Vita ancorché ai bei tempi, luogo di sorpassi che Santa Severa non conosce. Non è la movidara Fregene, l’extracomunitaria Ladispoli. Almeno fosse Passoscuro che più scuro non si può. Le granite al chiosco di Franco adesso si prendono al bar “Da Franco”. Non è nemmeno il Circeo, dove i figlioli di Corso Francia sì che l’hanno fatta nera, mentre qui nei ’70 si cominciava appena ad allargare lo sparuto insediamento preesistente.

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Il litorale romano di Santa Severa negli anni ’50 e in lontananza il Castello omonimo, costruito nel XIV secolo sul luogo ove sorgeva la greco-etrusca Pyrgi. Nel ’43 il castello fu anche utilizzato dai nazisti come postazione militare strategica

Sandra e Roberto si alzano, ora. Passano accanto a una casa dove stanno sedute delle polo Fred Perry e signora, professionisti della conversazione da giardino. Una voce si stacca sulle altre, un avvocato. Ce l’ha coi figli, parla non per fatti ma per astrazioni, per generazioni. Poi prosegue anche sui rapporti a due. “Dici a tua moglie ‘Che c’è? Ne parliamo? E lei: Stasera fagiolini!” Altro qui non succede. A parte che Storace continua a battersi perché si faccia luce sui maltrattamenti ai disabili nel Centro Ri Rei. Una mozione consiliare, la sua, che pure non ha ottenuto il vaglio del Consiglio regionale anche grazie all’asse – sostiene il leader de La Destra – fra la governatrice Polverini e il capogruppo del PD alla Regione Lazio Montino. Del caso si sta occupando la magistratura di Civitavecchia.


“Santa Severa. Mosaico storico” di Angela Carlino Bandinelli, un saggio accurato sulla località del litorale laziale attraverso i secoli

→ Cinegiornale Luce sulla villeggiatura delle bambine nella colonia per bimbi degli ospedalieri romani a Santa Severa

 

 

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