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CALABRIA

San Basile, l’incredibile storia di un paese intero messo in vendita

(Alberta Giuliani) – A3, direzione sud, superato il tratto più acrobatico della Salerno-Reggio (dopo Lauria, per intenderci) si apre una vallata così grande che non basta un unico sguardo per inquadrarla tutta. Smaltiti cantieri e deviazioni, si procede come spinti da una corrente, le cime del Pollino da una parte, il fondale della valle dall’altra. Nel mezzo stanno incastonati paesoni come Castrovillari e Frascineto, e paesini, come San Basile.

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“San Basile è un posto curioso almeno per due motivi. Il primo è che si tratta di un Comune caratterizzato da un paradosso anagrafico: qui c’è l’amministrazione più giovane della regione (sindaco, assessori e consiglieri hanno quasi tutti meno di 35 anni), mentre la popolazione – poco più 1000 abitanti – è composta perlopiù da anziani. Così, per rilanciare un paese naturalmente avviato allo spopolamento, qualche anno fa la giunta ha deciso, ed eccoci al secondo motivo di curiosità, di mettere in vendita tutte le case disabitate”

Quest’ultimo è un posto curioso almeno per due motivi. Il primo è che si tratta di un Comune caratterizzato da un paradosso anagrafico: qui c’è l’amministrazione più giovane della regione (sindaco, assessori e consiglieri hanno quasi tutti meno di 35 anni), mentre la popolazione – poco più 1000 abitanti – è composta perlopiù da anziani.

Così, per rilanciare un paese naturalmente avviato allo spopolamento, qualche anno fa la giunta ha deciso, ed eccoci al secondo motivo di curiosità, di mettere in vendita tutte le case disabitate.

“L’amministrazione comunale, guidata da Vincenzo Tamburi – ironizzava all’epoca ‘Il quotidiano di Calabria’ – è diventata una specie di agenzia immobiliare”. In verità, precisavano per tutta risposta gli amministratori: “il Comune si limiterà a mettere in contatto i potenziali acquirenti con i proprietari delle case. Eventuali trattative sono lasciate alle parti”.

Lanciato nel maggio 2010, il progetto “Una casa a San Basile” ha sostanzialmente promosso un compromesso tra i venditori – che s’impegnavano a ridurre drasticamente i prezzi degli immobili fino a poche migliaia di euro –, gli acquirenti – che di fronte a cifre così irrisorie accettavano di farsi carico dei lavori di ristrutturazione necessari – e il Comune, incaricato di censire le case e promuovere il progetto.

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Vincenzo Tamburi, al secondo mandato da sindaco, è stato il promotore del progetto Una casa a San Basile, ritenuto “soluzione rivoluzionaria” persino dal Financial Times

L’iniziativa, considerata una “soluzione rivoluzionaria” persino dal Financial Times, ha riscosso un successo immediato. Le visite sul sito sono schizzate attirando compratori da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, Olanda in testa. Si trattava perlopiù di professionisti provenienti dall’intera provincia di Cosenza attirati dal basso costo della vita, di pensionati in fuga dalle grandi città in cerca di riposo e aria buona e di imprenditori che fiutavano aria di investimento.
Come una famiglia di Cava de’ Tirreni che ha destinato parte della casa acquistata a un Bed&Breakfast o un operatore economico di Praga che ha aperto un centro di pet therapy.

Dopo l’iniziale entusiasmo, però, c’è stata una battuta d’arresto. In cinque anni è stato venduto solo il 20% delle case (circa 30 abitazioni), che comunque sono bastate a rivitalizzare il mercato immobiliare locale e l’intera economia del paese. Le trattative sono tuttora in corso e anche la progressiva trasformazione di San Basile in un luogo turistico.

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Una famiglia di Cava de’ Tirreni ha destinato parte della casa acquistata a San Basile al B&B La Mariposa. Nella foto l’immobile prima e dopo la ristrutturazione

E chissà se il paese si riconosce ancora nella descrizione che di questo piccolo borgo arbëreshë dà il sito unacasaasanbasile.it: “In questo piccolo centro dell’Arberia cosentina predominano natura e cultura: il paesaggio e l’enogastronomia tipica ed esclusiva; i profumi balsamici della macchia mediterranea… il centro antico con i caratteristici ‘supporti’ e le chiese, con gli affreschi e le famose icone bizantine; la misticità delle funzioni religiose…”

Secondo il sindaco Tamburi “il movimento turistico solleciterà gli abitanti ad attivarsi” e sarà proprio la riscoperta dell’ambiente che in prospettiva darà al paese un’autentica occasione di sviluppo. Staremo a vedere.

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