rivista internazionale di cultura

d'Italia

Libri, musiche, immagini

Prodotti tipici

(Invisibili o quasi. Libri, musiche e immagini
per storie e geografie di infiniti paesi
ai margini delle guide turistiche)


A. ABBUONANDI | “Le streghe di Benevento e il simbolo dell’albero”
Edizioni Il Chiostro 2003

Maleventum diventò Beneventum nel 275 a.C., dopo la vittoria dei Longobardi su Pirro. Un cambio di nome che segue un fatidico rivolgimento della sorte e già la dice lunga sulla misteriosa aura che avvolge la città. Da quel momento Benevento fu eletta capitale della cosiddetta “Longobardia minor” e sul suo territorio cominciarono a radicarsi riti e le-streghe-di-beneventocredenze che la fecero diventare anche la patria delle streghe. Quelle beneventane riuscirono a riunire nel Sannio colleghe provenienti addirittura dalla Sicilia, dal Piemonte, oltre che dalla Campania, dalle Marche e dall’Umbria. Venivano tutte qui per i periodici Sabba (termine che deriva forse da Shabbat, in ebraico “luogo di riunione”, o forse dal fatto che gli incontri si tenevano di sabato). Comunque sia, in notti e zone fatidiche, risuonavano le loro nenie, mentre le più audaci amoreggiavano con i diavoli o con lo stesso Satana. A Benevento si dice che i Sabba si svolgessero presso lo stretto di Barba, sulla strada per Avellino, all’ombra di un noce (“Sopra l’acqua e sotto vento alla noce di Benevento”): un albero magico, se pensiamo che nel raggio d’ombra che proietta la sua chioma non cresce nessun altro tipo di pianta. Poi la storia condannò le streghe (anche se, badate bene, a Benevento non fu eseguito nessun rogo) e la loro eredità passò alle janare, che facevano fatture, agli inciarmatori (esorcisti) e alle occhiarole che toglievano il malocchio. Ma anche ai fantasmi: e non ai piccoli munachicchi di Aliano, che tanto incuriosivano Carlo Levi, ma a spettri adulti come ‘a Zucculara e ‘o Mazzapauriello. Le loro apparizioni hanno terrorizzato le notti di molti beneventani che, comunque, non possono ancora stare del tutto tranquilli dato che nella “Mappa dei fantasmi italiani” è scritto che in città ci sono due spettri viventi: uno vagherebbe per le stanze del Museo del Sannio, l’altro libero per le campagne. Nel suo “Le streghe di Benevento e il simbolo dell’albero” (Edizioni Il Chiostro 2003, € 12) Alberto Abbuonandi racconta tutte queste storie e molte altre, indagando credenze popolari più che mai radicate in un popolo che scopriamo essere “tra tutti quelli europei, il più superstizioso”. Per chi preferisse avvicinarsi alla città tenendo i piedi ben saldi a terra, segnaliamo “Breve storia di Benevento” (Pacini Editore 2007, € 7) di Andrea Jelardi. La città “regina del Sannio” viene qui seguita dalla fondazione alla dominazione longobarda e pontificia, fino all’Unità d’Italia e ai giorni nostri, cercando di coglierne lo spirito attraverso la stratificazione del tempo. Se volete invece consigli su come muovervi e cosa vedere in zona, consultate la ben documentata “Guida a Benevento e alla sua provincia” (Gennaro Ricolo Editore) di Giuseppina Bartolini Luongo. L’edizione aggiornata del volume è stata curata dalla libreria Masone, centro nevralgico della produzione culturale locale. (Giulia Borioni) 

• Edizioni Il Chiostro, via dei Rettori 34 – Benevento
www.edizioni-ilchiostro.it
Pacini Editore, via A. Gherardesca – Ospedaletto (Pisa)
www.pacinieditore.it
• Libreria Masone, Viale dei Rettori 73/F – Benevento
www.libreriamasone.com


da Prodotti tipici, Storie 65/2010

ditalia-banner

Approfondimenti >

Storie

altri approfondimenti >
abbonamenti

English dept >

Storie

more >
mimmo-cavallo

Storie online: cultura dall'Italia e dal mondo. Ogni giorno

error: