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1983: il rogo del cinema Statuto: pista esoterica o errore umano?

(Maria Maddalena Mangione)Torino domenica 13 febbraio 1983; è una normale domenica invernale resa ancora più caratteristica da una nevicata, normale almeno fino alle ore 18.00 quando al cinema Statuto di via Cibrario, vicino alla centrale Piazza Statuto, inizia la proiezione del film “La Capra” con Gerard Depardieu.

Dentro il cinema, in quel momento, si trovavano un centinaio circa di spettatori tra galleria e platea; dopo qualche minuto, secondo alcune testimonianze, si sente un rumore come di una stufa che si accende: un cortocircuito elettrico ha prodotto alcune scintille che danno immediatamente fuoco ad una tenda che cade su una fila della platea. Tra gli spettatori  si crea subito il panico: alcuni si dirigono verso le uscite di sicurezza ma le trovano chiuse (si saprà poi che erano state chiuse a chiave per evitare infiltrazioni dall’esterno di spettatori non paganti), altri nonostante il buio riescono a raggiungere l’ingresso del cinema e a mettersi in salvo.
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Intanto il fuoco bruciando i materiali degli arredi, produce fumo velenoso contenente ossido di carbonio e acido cianidrico; gli spettatori della galleria non si rendono subito conto del pericolo e vengono così raggiunti dal fumo che soffoca alcuni di loro nel giro di due o tre minuti. Altri cercano disperatamente una di una via di fuga ma fuoco e fumo non danno loro scampo e mentre le luci rimangono spente e il proiettore continua a funzionare e in un’atmosfera ormai surreale si consuma una delle più grandi tragedie del nostro Paese.

64 le vittime, degli spettatori della galleria non si è salvato nessuno, alcuni sono stati ritrovati ancora seduti ai loro posti, altri corpi vengono trovati nei bagni; ricordo ancora l’immagine terrificante dei corpi allineati sul marciapiede di fronte al cinema.

Ai funerali celebrati nel Duomo di Torino partecipò anche il presidente Pertini a testimonianza di quanto questa tragedia avesse scosso l’opinione pubblica; le indagini decretarono la causa accidentale anche se erano molti coloro che ipotizzavano l’azione di un piromane. Ancora oggi non mancano i sostenitori della cosiddetta “pista esoterica”: Torino è infatti considerata punto di convergenza tra magia bianca e magia nera e proprio piazza Statuto è uno dei punti chiave della città magica. Soprannaturale a parte, le indagini condotte dall’allora giudice istruttore Giancarlo Caselli individuarono una serie di responsabili che, per loro errori e mancanze, sono stati condannati per omicidio plurimo colposo.

Questa terribile vicenda ha dato avvio ad un profondo cambiamento per quanto concerne la sicurezza: cinema teatri e ristoranti vennero sottoposti a controlli dall’allora pretore Raffaele Guariniello, furono varate norme relative ai materiali da utilizzare, alle uscite di emergenza, ai controlli periodici.

Se oggi i luoghi dove viviamo sono più sicuri lo dobbiamo anche a quelle 64 persone che trenta anni fa sono rimaste intrappolate in quei locali con le porte di sicurezza chiuse e il proiettore che continuava a mandare immagini quando ormai nessuno poteva più vederle.

Il cinema Statuto dopo molti anni  è stato abbattuto ed al suo posto ora c’è un condominio.

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