Spoken Word
Arthur Conan Doyle
di ROBERTO SANTORO
Il produttore Andy Walter ha opportunamente trasferito il contenuto dei venerabili dischi in vinile a settantotto giri nei più moderni archivi digitali del suo studio
di registrazione. Lo ha fatto per realizzare il
cd "Legends of the 20th Century" (EMI 1999) nel quale sono incise le voci di poeti e romanzieri del primo Novecento inglese. Se c’è una storia del “cinema ritrovato”, fatto di pellicole infiammabili sottratte al degrado e all’incuria del tempo, non è da meno il recupero di questi documenti sonori, che in venti centimetri di diametro ha preservato le voci di James Joyce e Virginia Woolf. Una rilassata spiegazione di Sir Arthur Conan Doyle a proposito della nascita di Sherlock Holmes e il tono alto e squillante di Dylan Thomas. Sotto la traccia compact si può ascoltare lo scorrere della testina, grande quanto un ago da materassaia, sul piatto del grammofono. È la nostalgia del supporto meccanico originale provocata dall’evoluzione tecnologica delle riproduzioni audio. La masterizzazione trattiene miracolosamente il suono nasale delle prime incisioni, il garbo di quelle antiche frequenze. Resiste l’eco dei versi di Yeats, il timbro quasi irriconoscibile di Tolstoj. Spettri di una tecnologia sempre più perfetta. Quella dell’industria discografica.
State ascoltando come Sir Arthur Conan Doyle racconta la sua creazione più celebre.




